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Dopo aver interpretato il carismatico direttore del Washington Post, Ben Bradlee, nel film di Steven Spielberg, Tom Hanks ha contribuito nuovamente all’immagine della testata giornalistica narrando lo spot del Super Bowl.

Una serie significativa di immagini e filmati fanno da sfondo alle parole di Hanks: “Quando siamo andati in guerra. Quando abbiamo esercitato i nostri diritti. Quando abbiamo raggiunto le nostre più grandi conquiste. Quando abbiamo sofferto e pregato. Quando i nostri vicini sono in pericolo. Quando la nostra nazione è minacciata, c’è qualcuno che vi riporta i fatti. Che vi racconta le storie. Ad ogni costo. Perché conoscere ci fortifica. Conoscere ci aiuta a decidere. Conoscere ci mantiene liberi”. Al termine del monologo molto sentito, e dopo anche la commemorazione di alcuni giornalisti uccisi mentre svolgevano il loro lavoro, compare la scritta con il riconosibile font del The Washington Post e lo slogan: “Democracy Dies in Darkness” (La democrazia muore nell’oscurità).

Prodotto dalla testata insieme alla Mark Woollen and Associates, lo spot riporta Tom Hanks di nuovo all’interno del giornalismo e del Washington Post proprio un anno dopo l’uscita nelle sale di The Post, il film di Steven Spielberg incentrato sulla lotta della testata contro la censura del governo Nixon in seguito allo scandalo dei Pentagon Papers pubblicati dal New York Times. La pellicola fu candidata a due Premi Oscar, miglior film e miglior attrice a Meryl Streep, e a sei Golden Globes. Il film ha incassato 177,6 milioni di dollari, di cui 81,9 milioni in patria e quasi 95,7 milioni nel resto del mondo.

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