The Power of the Dog: Benedict Cumberbatch e Elisabeth Moss nel film di Jane Campion

The Power of the Dog: Benedict Cumberbatch e Elisabeth Moss nel film di Jane Campion
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Secondo quanto riportato da Variety, Benedict Cumberbatch e Elisabeth Moss sarebbero entrati nel cast di The Power of the Dog, il nuovo film scritto e diretto da Jane Campion e tratto dal romanzo omonimo di Thomas Savage.

Jane Campion, che ormai manca all'appuntamento con la sala cinematografica da ben 10 anni (l'ultimo suo film è infatti Bright Star del 2009), scriverà l'adattamento e dirigerà la pellicola, appunto tratta dal romanzo di Savage uscito in Italia con Neri Pozza e tradotto come Il potere del cane.

In merito al romanzo, la stessa regista ha dichiarato: "Il potere del cane è un romanzo sublime che merita di essere trasposto sul grande schermo. Non riuscivo a smettere di pensare a questa storia, mi ha davvero catturato. I temi della mascolinità, della nostralgia e del tradimento sono un mix a dir poco tossico. E' anche molto raro trovare una storia dove temi, trama e personaggi costruiscono la tensione man mano che si rivelano e anche il finale è soddisfacente e inaspettato. Sarebbe anche la prima volta per me al lavoro con un protagonista maschile, il ché è eccitante. Phil è un personaggio carismatico e complesso che dichiara guerra alla nuova moglie di suo fratello e al figlio adolescente di lei".

Cumberbatch torna così dopo il successo di Avengers: Endgame, mentre è atteso anche in The Current War, il film su Thomas Edison a lungo rinviato; la Moss, che presto rivedremo nella terza stagione di The Handmaid's Tale e averla apprezzata in Noi, sarà anche in Light of My Life, scritto, diretto e interpretato da Casey Affleck. Di seguito la sinossi di The Power of the Dog.

Sinossi: Montana, 1924. Tra le pianure selvagge del vecchio West, a cui fa da sfondo una collina rocciosa che ha la forma di un cane in corsa, sorge il ranch più grande dell'intera valle, il ranch dei fratelli Burbank. Phil e George Burbank, pur condividendo tutto da più di quaranta anni, non potrebbero essere più diversi. Alto e spigoloso, Phil ha la mente acuta, le mani svelte e la spietata sfrontatezza di chi può permettersi di essere se stesso. George, al contrario, è massiccio e taciturno, del tutto privo di senso dell'umorismo. Insieme si occupano di mandare avanti la tenuta, consumano i pasti nella grande sala padronale e continuano a dormire nella stanza che avevano da ragazzi, negli stessi letti di ottone, che adesso cigolano nella grande casa di tronchi. Chi conosce bene Phil ritiene uno spreco che un uomo tanto brillante, uno che avrebbe potuto fare il medico, l'insegnante o l'artista, si accontenti di mandare avanti un ranch. Nonostante i soldi e il prestigio della famiglia, Phil veste come un qualsiasi bracciante, in salopette e camicia di cotone azzurra, usa la stessa sella da vent'anni e vive nel mito di Bronco Henry, il migliore di tutti, colui che, anni addietro, gli ha insegnato l'arte di intrecciare corde di cuoio grezzo. George, riservato e insicuro, si accontenta di esistere all'ombra di Phil senza mai contraddirlo, senza mai mettere in dubbio la sua autorità. Ogni autunno i due fratelli conducono un migliaio di manzi per venticinque miglia, fino ai recinti del piccolo insediamento di Beech, dove si fermano a pranzare al Mulino Rosso, una modesta locanda gestita dalla vedova di un medico morto suicida anni prima. Rose Gordon, si vocifera a Beech, ha avuto coraggio a mandare avanti l'attività dopo la tragica morte del marito. Ad aiutarla c'è il figlio adolescente Peter, un ragazzo delicato e sensibile che, con il suo atteggiamento effeminato, suscita un'immediata repulsione in Phil. George, invece, resta incantato da Rose, al punto da lasciare tutti stupefatti chiedendole di sposarlo e portandola a vivere al ranch, inconsapevole di aver appena creato i presupposti per un dramma che li coinvolgerà tutti.

FONTE: Variety
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