The Batman e il punto di vista: perché Bruce registra le scene con telecamere segrete?

The Batman e il punto di vista: perché Bruce registra le scene con telecamere segrete?
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Mentre alcuni utenti appassionati hanno già decifrato il codice di Enigmista nella scena post credit di The Batman, alcuni si domandano come mai il Bruce Wayne di Robert Pattinson sia così ossessionato dalle sue azioni da registrare le sue notti di attività di vigilante.

Lo stratagemma, illustrato nelle prime scene del film dallo stesso Bruce Wayne, che come in un noir di Paul Schrader 'intrattiene' il pubblico leggendo dal suo diario nel quale trascrive meticolosamente i suoi pensieri e le sue riflessioni, è stato escogitato da Matt Reeves per estremizzare le possibilità da investigatore del suo Batman, rendendo realistiche le sue abilità da 'più grande detective del mondo: nel mondo realistico di The Batman il protagonista non è infallibile, ma potendo rivedere più e più volte la stessa scena alla fine riesce a massimizzare le proprie abilità e trovare una soluzione.

Ma questa idea visiva è a dir poco travolgente a livello cinematografico: l'atto del guardare, del rivedere le immagini, trasforma Batman in uno spettatore di sé stesso e allo stesso tempo infila lo spettatore stesso all'interno del costume di Batman (o di Catwoman, ad un certo punto, il che apre addirittura ad una battuta intelligentissima sul 'gender-swap'). Senza contare che in questo modo il regista sembra volutamente ricollegarsi ad alcune delle fonti di ispirazione principali del film: La conversazione, anzitutto, con registrazioni questa volta non audio bensì visuali, ma anche Blade Runner, neo-noir di indagini eternamente piovose in cui gli occhi sono ovunque e ne quale, in una scena famosissima, ad un certo punto Harrison Ford si metterà a studiare una fotografia (come farà Bruce Wayne con le sue registrazioni) fino ad entrare addirittura dentro l'immagine.

Del resto il cinema di Matt Reeves è sempre stato un cinema dentro le immagini, fin dal found-footage Cloverfield per arrivare ai rivoluzionari ritocchi di mo-cap dei film de Il pianeta delle scimmie e persino alla scena iniziale di The Batman, che si apre proprio con una soggettiva. E, infine, per comprendere ancora meglio questa straordinaria idea visiva, ci viene in aiuto un parallelo con Il cavaliere oscuro di Christopher Nolan: laddove il Batman di Christian Bale riempiva Gotham di telecamere-sensori figlie dell'America post-11 settembre per vedere tutto, quello intimo e dilaniato di Robert Pattinson (che si fa chiamare 'Vendetta', a rimarcare il bisogno personale di indossare la maschera, dove invece il Batman ideologico nolaniano si prefissava di diventare simbolo) torna infinite volte nel suo punto di vista, chiudendosi ancora di più e allontanandosi maggiormente da quello degli altri.

Per altre letture, scoprite tutti i prossimi film di Robert Pattinson in uscita dopo The Batman: il film di Matt Reeves è in programmazione nei cinema italiani.

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