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Mentre l'utilizzo della tecnologia CGI per riportare sullo schermo interpreti già deceduti è sempre più comune nei film, Sylvester Stallone aveva fatto una previsione in questa direzione nel 1994. Stallone all'epoca aveva rilasciato alcune dichiarazioni in merito, sostenendo come il futuro avrebbe riservato sempre più questo tipo soluzione.

Il primo utilizzo importante di questa tecnica è stato in Il corvo proprio nel 1994, anno in cui Brandon Lee rimase tragicamente ucciso sul set del film di Alex Proyas. I creatori decisero di completare la pellicola in onore di Lee utilizzando una controfigura per il corpo - il futuro regista di John Wick, Chad Stahelski - e sfruttando la CGI per il volto dell'attore.

"Il momento più affascinante per me sarà quando saranno in grado di replicare letteralmente e digitalmente clonare quello che sei. Voglio dire, ho la sensazione che saranno in grado di prendere attori che sono morti da 50 anni e due computer letteralmente afferrano le loro immagini e la loro voce e le fanno apparire nei nuovi film" aveva dichiarato all'epoca Stallone.
La CGI era ancora agli inizi quando Dredd - La legge sono io venne girato, a metà anni '90. In precedenza c'erano stati alcuni esempi soprattutto in campo pubblicitario, come uno spot della Diet Coke del 1991 con Humphrey Bogart, James Cagney e Louis Armstrong ma nulla in confronto a quello a cui si riferiva Stallone.
Ora questo tipo di tecnologia è usata spesso, com'è capitato a Peter Cushing in Rogue One.

Su Everyeye è possibile leggere la recensione di John Rambo, l'ultimo film in cui Sylvester Stallone ha interpretato l'iconico veterano del Vietnam.

FONTE: Screenrant
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