Still Alice e quel triste denominatore comune con i precedenti Oscar alla Miglior Attrice

Still Alice e quel triste denominatore comune con i precedenti Oscar alla Miglior Attrice
di

Nel 2014 Still Alice commosse tutti con la storia di Alice Howland, linguista, professoressa, moglie e madre costretta tutto d'un tratto a confrontarsi con il palesarsi dell'Alzheimer: successo che, ovviamente, fu dovuto anche se non soprattutto alla straordinaria performance di Julianne Moore.

L'attrice portò infatti a casa un meritatissimo Oscar alla Miglior attrice protagonista, concludendo un quinquennio decisamente peculiare da questo punto di vista: tutti gli Oscar alla Miglior attrice assegnati nei quattro anni precedenti, infatti, erano andati ad interpreti che si erano confrontate con la rappresentazione di donne colpite da malattie o disturbi mentali.

Nel 2013 il premio andò infatti alla meravigliosa Cate Blanchett di Blue Jasmine e al suo personaggio vittima di un crollo nervoso; il 2012 era stata invece la volta di Jennifer Lawrence e del disturbo bipolare da cui era affetta la sua Tiffany ne Il Lato Positivo; nel 2011 aveva invece trionfato la monumentale Meryl Streep di The Iron Lady, che ritraeva una Margaret Thatcher affetta da demenza; il 2010 era stato invece l'anno di una delle migliori interpretazioni di Natalie Portman, quella della ballerina vittima di allucinazioni ne Il Cigno Nero.

Tutte prove straordinarie per film altrettanto validi e sempre poggiati sulla base di dolori e sofferenze intimi e capaci di mandare all'aria, in un modo o nell'altro, i piani di una vita. Tornando a Still Alice, intanto, ecco 7 cose che potreste non sapere su Julianne Moore.

Quanto è interessante?
1