Scorsese vs Marvel, risponde anche Alfred Molina ma gli dà ragione: "C'è un problema"

Scorsese vs Marvel, risponde anche Alfred Molina ma gli dà ragione: 'C'è un problema'
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Sono passati anni da quando Martin Scorsese criticò i cinecomic, definendoli "parchi a tema" e non "vero cinema". Da allora le critiche sono fioccate, soprattutto dagli attori MCU. Ma nessuno sembra aver realmente capito il discorso di Scorsese. Finalmente Alfred Molina offre una risposta più ragionata.

Ricordiamo tutti ormai le critiche mosse da Scorsese allo sdoganamento dei cinecomic a opera dei Marvel Studios. Ma siamo sicuri di averle capite davvero? Sicuramente Scorsese non c’è andato leggero, figlio com’è di un’era cinematografica completamente diversa che – a ben guardare – era nata proprio in risposta al fallimento graduale delle megaproduzioni storiche e peplum, ruolo ora ricoperto dai cinecomic: la New Hollywood. Ma quelle dichiarazioni in realtà potevano tranquillamente cadere nel dimenticatoio se ogni singolo attore o regista Marvel non si fosse fatto avanti per rispondergli, senza aver mai capito davvero il punto.

Più di recente è stata Danai Gurira, ma poi è stato il turno di Simu Liu quando anche Quentin Tarantino si è unito alle critiche di Martin Scorsese. Quelle critiche nascono però in un contesto storico molto difficile e particolare per Scorsese: l’intervista fu fatta in riferimento al suo The Irishman, un film che sognava di realizzare da anni ma per il quale fece un’incredibile fatica a trovare un budget abbastanza cospicuo. Alla fine cedette a Netflix, che lo costrinse addirittura a un passaggio in sala di soli tre giorni per poi finire direttamente su piattaforma. Potete immaginare la frustrazione di Scorsese...

Il suo discorso faceva riferimento proprio a questo, al fatto cioè che l’eccessiva attenzione (e soprattutto fondi) data ai cinecomic stava togliendo respiro a tutte le altre produzioni. Se prima c’era un equilibrio, ora registi che non avremmo mai creduto in difficoltà sono costretti invece a raschiare i rimasugli. Questo anche per la graduale scomparsa delle minor, case di produzioni di media entità che ora vengono inglobate da aziende poco interessate a prodotti autoriali. Rimangono solo le case indipendenti, troppo piccole però per giganti come Scorsese o Tarantino. Insomma, ora che avete uno spaccato produttivo chiaro e completo, è il momento di sentire la risposta di un veterano Marvel come Alfred Molina, che nel dare ragione a Scorsese si è concentrato proprio sulla questione budget.

Queste le sue parole a The Indipendent: "Il cinema è una chiesa molto ampia e c'è spazio per qualsiasi tipo di denominazione. In definitiva, la realizzazione di quei film non è il problema. Il problema è la distribuzione iniqua dei fondi disponibili per la realizzazione di film. I film devono davvero costare 300 milioni di dollari? Devono davvero spendere così tanto per avere un pubblico? Qualunque cosa possano dire i contabili, o qualunque sia l'economia, c'è una sorta di disuguaglianza in questo. Mi piacerebbe vedere parte di quei soldi della Premier League andare ai campionati inferiori. Nonostante tutto il tipo di lucentezza egualitaria che ci piace associare a questo business, non ce n'è molta in termini reali".

Ora è più chiaro il discorso? Diteci cosa ne pensate nei commenti!

FONTE: The Indipendent
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