Rocky 5, il pugile di Sylvester Stallone doveva morire nel film: perché fu salvato?

Rocky 5, il pugile di Sylvester Stallone doveva morire nel film: perché fu salvato?
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Considerato da molti come il peggiore capitolo della saga, Rocky V avrebbe dovuto chiudere la storia del pugile (poi ripresa 16 anni dopo con Rocky Balboa) in una maniera molto diversa da quanto visto sul grande schermo nel 1990.

Nei piani iniziali di Stallone, infatti, il protagonista sarebbe dovuto morire al fianco di Adriana dopo lo scontro finale con il suo ex protetto, Tommy Gunn. La star aveva provato molta emozione scrivendo quella particolare scena, e una volta iniziate le riprese l'intenzione era ancora quella di concludere l'arco narrativo del personaggio come previsto. Questo almeno finché il regista John G. Avildsen, contattato dal boss della United Artists, riferì a Sly che Rocky Balboa era diventata un'icona troppo amata dal pubblico per essere uccisa in modo definitivo, e dunque chiese all'attore di mettere mano al finale.

Nonostante la pessima accoglienza ricevuta dal film, la decisione di mantenere il pugile in vita di è rivelata incredibilmente efficace per il futuro della saga, che è riuscita a riconquistare critica e pubblico 16 anni più tardi grazie a Rocky Balboa (sesto capitolo uscito nel 2006) e in seguito anche con gli spin-off Creed - Nato per combattere e Creed II, entrambi con protagonista Michael B. Jordan nei panni di Adonis Creed.

A proposito delle pellicole incentrata sul figlio di Apollo Creed, vi ricordiamo che Jordan è stato confermato alla regia di Creed 3.

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