Brian Cox parla del suo Hannibal Lecter prima de Il silenzio degli innocenti

Brian Cox parla del suo Hannibal Lecter prima de Il silenzio degli innocenti
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Nel 1991 il Cinema conosce Hannibal Lecter, interpretazione memorabile di Anthony Hopkins ne Il silenzio degli innocenti che varrà un Oscar, una saga cinematografica e una serie TV. Prima del grande successo qualcuno aveva provato a dare un volto al serial killer con istinti cannibali: il suo nome è Brian Cox, e questa è la sua storia.

Inutile girarci intorno: Il silenzio degli innocenti, blockbuster di Jonathan Demme ispirato al romanzo di Thomas Harris, è una colonna portante della cinematografia degli Anni ’90 soprattutto per i primi piani dedicati ad Anthony Hopkins, autentico mostro sacro del film - e chissà cosa sarebbe successo senza di lui, dato che giravano voci sul coinvolgimento di altri attori per quella parte.

Pur apparendo per poco meno di venticinque minuti, l’attore di origini gallesi ha saputo imprimere una impronta indimenticabile a uno dei serial killer più noti dell’universo narrativo, merito sicuramente di doti artistiche che torneranno in altre opere come Quel che resta del giorno (1993), altra nomination agli Oscar come Miglior Attore.

Forse non sono in molti a sapere che nel 1986 il cineasta Michael Mann dirige Manhunter – Frammenti di un omicidio, vero e proprio esordio di Hannibal Lecter sul grande schermo; in quel caso non figurava Hopkins, bensì Brian Cox, interprete divenuto poi noto con Braveheart – Cuore impavido (1995).

Recentemente, l’attore ha rilasciato alcune dichiarazioni sulle difficoltà che ruotano intorno a una figura così carismatica e complessa: “La grandezza di Hannibal Lecter è il suo tono enigmatico. Non sai mai quando sbucherà fuori, quindi è un personaggio ancora più pericoloso. Hopkins è stato straordinario e ha fatto un ottimo lavoro facendo forza soprattutto sul mistero delle sue origini, perché nessuno tra gli spettatori sa chi sia davvero Hannibal Lecter”.

I due attori sono semplicemente incomparabili, e Cox ammette l’amara verità: “Quel che invidio a Hopkins è quanto ha guadagnato: se provo a immaginarmi il mio compenso non c’è davvero paragone”.

Il serial killer non è stato solo al centro di pellicole cinematografiche, ma anche di una serie televisiva da tre stagioni con il volto di Mads Mikkelsen, la cui interpretazione ha intrigato lo stesso Cox: “Anche lui è stato superlativo, ma se devo confessarlo io sono stato più fortunato, dato che non dovevo affrontare il peso artistico di una interpretazione come quella di Hopkins”.

Ironia della sorte, Manhunter sarebbe stato rimaneggiato nel 2002 con il titolo di Red Dragon e di nuovo con Anthony Hopkins.

FONTE: comicbook
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