Predator, 30 anni dopo: le verità sul licenziamento di Jean-Claude Van Damme

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Si festeggia nel 2017 il 30° Anniversario dall'uscita nelle sale di Predator, action-thriller ormai cult diretto dal grande John McTiernan e dai molteplici sequel o reboot, che vedeva al tempo, nel 1987, protagonista Arnold Schwarzenegger.

Per festeggiare l'avvenimento, l'Hollywood Reporter ha pubblicato un interessante quanto approfondito racconto proprio sulla produzione del film, dalla fase embrionale all'uscita nelle sale, una storia orale da tramandare alle nuove generazioni, che conosceranno o riconosceranno molto presto il franchise grazie al The Predator di Shane Black.

Così, tra le mille curiosità presenti nel pezzo e raccontate dagli sceneggiatori, produttori e consulenti che hanno lavorato al film, è venuta fuori a trent'anni di distanza anche la verità sul licenziamento di Jean-Calude Van Damme nei panni del... Predator! Vi riporteremo sull'argomento le differenti verità -con punti in comune- di Jackie Burch (direttore di casting), Craig Baxley (regista seconda unità/stunt director), John Davis (produttore), Richard Chaves (Poncho), Bill Duke (Mac) e Joel Hynek (supervisore effetti speciali).

Burch: «Van Damme era sempre nel mio ufficio, mostrandomi sempre dei salti per aria o qualche sua nuova mossa, chiedendomi di lavorare. Ma al tempo non era nessuno e non aveva crediti. Poi dissi a Joel "sarebbe stato perfetto nei panni del Predator, perché nessuno si muove come lui". È davvero incredibile. Aveva persino sistemato i suoi mobili nel mio garage! Però non c'era molto tempo, e dato che dicevano si lamentasse costantemente hanno deciso di licenziarlo. Così è tornato e ha portato via la sua roba dal mio garage. Quando lo rividi stava per essere pagato 5 milioni di dollari». [La verità "Si lamentava troppo"]

Baxley: «Ricordo che stavamo camminando con Jeol sul corridoio dell'Hotel e Van Damme si avvicinò chiedendo al mio collega "Sei Joel Silver?" e ricevendo un sì come risposta. Allora Jean disse "guarda bene questo" per poi saltare per aria, giuro su dio, divaricando completamente le gambe con la caviglia al livello degli occhi -e io sono alto 1 metro e 80. Era lì per interpretare la creatura, il Predator, disegnato da una compagnia chiamata Boss. Aveva la testa di una formica. E hanno speso una marea di soldi per svilupparla. Così hanno preso Jean-Claude e gli hanno messo questa testa di formica addosso, ma lui si è alzato e ha dato di matto, afferrando questa testa costosissimo (20.000 dollari) e lanciandola per terra, rompendola. Così Joel gli fece "ma cosa fai? Non lavorerai mai più a Hollywood, vattene dal mio set!"». [La verità "Ha rotto la testa della creatura"]

Davis: «Era il Predator originale, finché non abbiamo capito che la creatura non poteva essere alta 1 metro e 80-90; doveva essere ancora più grande». [La verità "Era troppo basso", e vale la pena sottolineare come il sostituto di Van Damme, Kevin Peter Hall, fosse alto più di 2 metri]

Chaves: «Ricordo di aver ricevuto una chiamata nella mia camera d'hotel da Joel perché lui, Jean-Claude Van Damme ed io avevamo colto subito l'occasione, pensando come Jean potesse essere incredibile nei panni del Predator, anche se lui voleva che si vedesse il suo viso. E ricordo che una volta Joel gli disse "adesso scendi e lo convinci che lui è l'alieno e che deve entrare in quel costume". Così sono andato da lui e ho passato un paio d'ore nel tentativo di convincerlo, con frasi tipo "tutti sanno che sei tu, Jean, perché nessuno sa muoversi come te". Ho fatto del mio meglio ma davvero non funzionava nulla. Poi capitò, non so bene come, che decise di provare il costume, e quando inviarono i primi giornalieri alla FOX lo odiarono, assolutamente, pensavano somigliasse a un ratto -ed era vero! Non appena Joel venne a sapere quelle notizie, decise di mandare via Jean-Claude». [La verità "La FOX odiava la creatura originale e JCVD era un danno collaterale"]

Duke: «Stavamo sovrapponendo tutti gli effetti speciali sul corpo in post-produzione. Per farlo, però, l'attore doveva indossare una tuta di feltro che copriva tutto il corpo, con temperature anche di 30-40 gradi, e Jean-Claude è svenuto due volte per la disidratazione. Joel allora gli si avvicinò dicendogli "Jean, so che è caldo, ma stiamo perdendo tempo. Se svieni ancora una volta, dovremo licenziarti", e lui rispose "allora non lo faccio di proposito!" e Jeol disse "Dai amico, non prendertela sul personale, così funziona la produzione". Passate due settimane, così, dopo essere volato su fili per gli alberi, essere svenuto e altro, Joel tornò e gli disse "sei licenziato"». [La verità "È svenuto troppe volte"]

Hynek: «Ero nel camper di Joel Silver, che aveva chiesto a Jean-Claude di venirlo a trovare. Quando arrivò, Silver gli disse "devi smetterla con la kickboxing!" -perché lui voleva kickboxare- e Joel voleva fargli capire come il Predator non fosse un Kickboxer. E Van Damme rispose "devo farlo così, io il Predator lo vedo in questo modo", e allora Joel gli disse "Beh, sei licenziato, esci da qui". Jean-Claude uscendo lo invitò a baciargli le palle». [La verità "Differenze creative"]

Quale che sia la realtà dei fatti, una cosa è senz'altro indubbia: la passione innata di Van Damme nel dare calci... e riceverli -metaforicamente parlando.

FONTE: THR
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