Parasite, tutti i segreti sulla costruzione dell'indimenticabile casa del film

Parasite, tutti i segreti sulla costruzione dell'indimenticabile casa del film
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Domenica prossima (o meglio nella notte fra domenica e lunedì) scopriremo come terminerà la stagione dei premi 2019/2020 con la 92esima Notte degli Oscar, cerimonia durante la quale Parasite potrebbe scrivere la storia della statuetta.

Il film coreano di Bong Joon-Ho, che abbiamo inserito nella nostra classifica dei migliori film del 2019, è già diventato il primo film straniero a vincere il SAG Award per il miglior cast, e 1917 e C'Era Una Volta a Hollywood permettendo ha tutte le carte in regola per compiere l'impresa in cui ROMA di Alfonso Cuarón l'anno scorso ha fallito, divenendo il primo film straniero a portare a casa l'ambita statuetta per Best Picture.

La missione è difficilissima ma il film negli Stati Uniti è stato apprezzato quasi più che nel resto del mondo, e in attesa di scoprire come finirà la sua corsa agli Oscar oggi vi raccontiamo i segreti del set più importante del film, la lussuosa villa della famiglia Park.

Tra le sei nomination ottenute dall'opera c'è infatti anche quella per la Miglior Scenografia (trofeo che il film si giocherà all'ultimo voto con la Los Angeles del '69 di C'Era Una Volta a Hollywood) e questo perché quella che sembra essere una villa vera e propria in realtà è solo un mondo elaborato costruito secondo le specifiche esatte del regista: la costruzione ha riguardato quattro diversi set, con le riprese mescolate in post-produzione per creare sullo schermo l'illusione di una struttura senza soluzione di continuità.

"I dettagli più piccoli erano importanti, ma prima dovevamo ottenere la struttura generale giusta per la narrazione", ha affermato Bong in una recente intervista promozionale. “Spiegai allo scenografo [Lee Ha Jun, ndr] che il set sarebbe stato cruciale per le linee di blocco. I personaggi dovevano essere in grado di intercettare o nascondersi dagli altri, come quando la governante originale torna a casa. Lo scenografo ha avuto un esaurimento nervoso ogni giorno. Gli oggetti di scena, i mobili e i dipinti, era tutto molto costoso, quindi ci diceva di fare attenzione continuamente.”

"I mobili hanno una sensazione calda e fredda, simile al metallo, con bordi dritti e rapporti chiari", ha spiegato Lee Ha Jun. "Il tavolo del salotto sotto cui si nasconde la famiglia Kim, quando la famiglia Park torna inaspettatamente dalle vacanze, fa eco al tema visivo che frappone il piano di sopra al piano di sotto. Abbiamo realizzato un grande tavolo a forma di scala, composto da quattro assi di diversi livelli. Per far si che funzionasse per la scena, il team di art-design e il team di produzione si sono sdraiati di continuo sul pavimento per eseguire varie simulazioni. Avevamo bisogno di una struttura e di un livello in cui il signor Park non riuscisse a vedere la famiglia nemica nascosta lì sotto."

Lee aveva le sue buone ragioni per raccomandarsi con Bong e la troupe e chiedere la massima attenzione nell'interagire con gli oggetti di scena: il tavolo, costruito in legno di ciliegio, costava ben $19,800; il tavolo da pranzo in cui la signora Park (Cho Yeo-jeong) incontra per la prima volta Kevin è stato valutato per ben $22.300; le sedie valeva $2.100 a testa; una lampada di ottone costava $14.000. Addirittura, una delle opere arte che si vedono nella villa - quella raffigurante una foresta fatta di maglie di acciaio inossidabile e intitolata Maya 2078 - vale la bellezza di $120mila dollari.

"Il cestino della spazzatura valeva qualcosa come $2.300! Era tedesco", ha spiegato Bong. “Io e la mia troupe ci guardavamo e diceva: 'Che cazzo ...?' Che tipo di idiota comprerebbe un bidone della spazzatura così costoso?".

Tuttavia, è stato scelto quel cestino non solo per il valore del suo marchio, ma soprattutto perché molto telegenico: Bong ne voleva uno con un coperchio dell'aspetto cinematografico. "Quando lo calpesti per aprirlo, si apriva davvero senza intoppi, e poi quando rilascerai il piede, si chiudeva silenziosamente come una sorta di grafica computerizzata. Di solito un cestino può semplicemente chiudersi con un clac, ma quando lasciavi andare il piede su questo sentivi una specie di ssaaaak. E puoi notarlo nel film. Immagino che sia per questo che costava così tanto!".

Infine, per quanto riguarda il seminterrato: "C'era una scena che percorre l'intero spazio con una ripresa fissa, ed è stata richiesta specifica del regista che la scena procedesse in un singolo respiro, senza fermarsi", ha affermato Lee. “Il set era diventato enorme, quasi al punto da essere ridicolo. Alla fine, tuttavia, penso che sia stata un'ottima scelta, soprattutto considerando l'efficienza delle riprese o la concentrazione del cast sul set. Penso che recitare su un set del genere possa aver aiutato la performance del cast".

Per altri approfondimenti vi ricordiamo che Parasite si espanderà in una serie tv prodotta dalla HBO.

FONTE: Vulture
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