Paolo Villaggio e quell'ultima intervista: 'Quando non fai più ridere la morte fa paura'

Paolo Villaggio e quell'ultima intervista: 'Quando non fai più ridere la morte fa paura'
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Non è mai stato banale, Paolo Villaggio: non lo fu neanche poco tempo prima della sua morte, quando già sentiva farsi troppo gravoso il peso dell'età e non nascose il terrore che l'eventualità di una sua scomparsa gli incuteva.

Nell'ultima intervista rilasciata a Repubblica, infatti, il creatore di personaggi rimasti nella storia del cinema italiano come Fracchia e il ragionier Fantozzi mise a nudo tutti i suoi timori, relativi sì alla fine della vita ma anche all'invecchiamento in sé.

"Man mano che ti avvicini al Grande Evento, perché la morte è un evento formidabile, ti sale proprio quell'angoscia. Ora ho quasi 85 anni. Quanti me ne restano? Cosa dura la vita? Finisce per tutti, anche per i più grandi. È un pensiero che ti fa venir voglia di gridare aiuto" furono le malinconiche parole di Villaggio.

L'attore si lasciò poi andare ad una riflessione sull'arte di far ridere in relazione alla vecchiaia: "Far ridere è una macchina infernale. Perché il giorno in cui ti rendi conto di non far più ridere perché hai già i capelli bianchi, perché hai la pancia, ti viene una gran paura di morire".

Paolo Villaggio morì il 3 luglio di 3 anni fa: qualche anno prima aveva rilasciato un'ultima intervista con Anna Mazzamauro, l'indimenticabile signorina Silvani di tanti film di Fantozzi.

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