Netflix

Outlaw King: David Mackenzie spiega il processo di realizzazione del film

Outlaw King: David Mackenzie spiega il processo di realizzazione del film
di

Dopo un esordio non proprio esaltante al Toronto Film Festival, vi abbiamo riportato che il regista David Mackenzie ha tagliato Outlaw King di circa venti minuti. Ora l'autore è sceso nel dettaglio per illustrare il ri-montaggio del film più ambizioso della sua carriera.

"Penso di aver tagliato circa 23 minuti dal montaggio originale mostrato al Festival di Toronto", ha detto Mackenzie. "È un pezzo abbastanza considerevole. Ad essere onesti, non ero pronto a mostrare il film. Ma l'occasione di proiettarlo su un palco importante come quello del TIFF era ghiotta e mi sono lasciato tentare."

Mackenzie aveva terminato il primo montaggio del film solo 48 ore prima della sua proiezione al Festival. Il regista ha detto che la proiezione per lui è stata una vera tortura, dato che per tutto il tempo è stato alla ricerca di parti da tagliare. "Letteralmente la mattina dopo l'evento, sono andato dal mio produttore Gillian Berrie e ho chiesto se potevamo tornare al montaggio. Sarah Bowen, che è la nostra principale direttrice, ci ha dato l'okay. È stato molto semplice, ma ho avuto solo due settimane di tempo quindi ci siamo messi subito a lavoro e abbiamo iniziato a tagliare."

Mackenzie era al settimo cielo, consapevole che gli era stata concessa un'opportunità che altri studi cinematografici più tradizionali non avrebbero mai permesso. "Non posso dire quanto sono stato contento di aver avuto la possibilità di tornare lì dentro e di non avere le mani legate riguardo all'esito del film. Sarebbe stato terribile. Sembra un privilegio essere in grado di controllare completamente il tuo destino su un film di queste dimensioni."

Il regista ha anche parlato dei punti deboli della prima versione. "Il film era quasi inesorabile e metteva Robert in una posizione di vulnerabilità fin troppo spesso. E' il tipo di dettaglio che può portare il pubblico ad annoiarsi, perché in questo modo il racconto diventa ripetitivo."

Le prime scene ad essere state tagliate sono state quelle di una grande battaglia nei pressi di una cascata e un inseguimento della durata di otto minuti. "Non sapevo se tagliando quelle parti il perfezionamento che stavo cercando sarebbe arrivato, ma non appena l'ho fatto ho capito che era così che il film sarebbe dovuto essere fin dall'inizio. La struttura generale non era stata modificata, ed è stata una sorta di epifania rendersi conto che senza quelle scene che ritenevo fondamentali, il film sostanzialmente andava avanti benissimo. Come se quelle scene non fossero mai state neanche girate."

Mackenzie ha spiegato di aver rimosso tutte quelle scene che sentiva come "pruriti da doversi grattar via": fra loro, il prurito più insopportabile è stato la scena dell'incontro fra Robert Bruce e William Wallace. "Ho sempre ritenuto quella scena molto forzata. Robert incontrava per caso questo tizio nel bosco. E poi, voglio dire, Mel Gibson aveva fatto un film gigantesco su quel personaggio. Eravamo consapevoli dell'ombra che getta." Il regista ha ammesso che ha deciso di tagliare la scena dopo aver rivisto Braveheart: voleva conferire a Wallace una potenza folkloristica che sarebbe evaporata se il personaggio fosse comparso sullo schermo. "Volevo che il suo nome fosse soltanto sussurrato nel vento. Non volevo costringere un altro attore semi-sconosciuto a calarsi nella parte di un personaggio che tutto il mondo associa a Mel."

Il film ha cercato anche di essere accurato dal punto di vista storico. "Ci siamo sforzati di essere il più precisi possibile da quel punto di vista", ha detto Mackenzie, riflettendo sulla sequenza di nozze fredda e viscerale messa in evidenza nel primo atto. "Era importante per me provare e almeno tentare di servire quella realtà. Mi piace definirlo un 'film anti-fantasy', perché penso che sia facile mitizzare il passato, ed è facile essere massimalisti su alcune di queste cose, ma era importante per noi restare fedeli ai fatti storici e allo stesso tempo raccontare una storia interessante per il pubblico di oggi."

Alla domanda se Braveheart abbia una buona reputazione in Scozia, Mackenzie ha riso. "Non proprio. È un film divertente, un film leggendario, ma al giorno d'oggi non mi sembra appropriato fare quel tipo di film, se devo essere onesto. Le forze nazionaliste si stanno espandendo in tutto il mondo, e penso che si debba essere molto attenti quando si trattano questi argomenti. Anche se sto raccontando una storia vera su un eroe nazionale, non voglio che il concetto di 're fuorilegge' venga preso troppo alla lettera e diventi una chiamata alle armi. Sì, c'è stata un'occupazione che ha costretto i miei antenati a combattere per il loro paese, ma voglio essere onesto riguardo al materiale senza dover per forza incitare la popolazione alla violenza."

Inoltre, il regista ha ammesso di non aver mai voluto realizzare un film di spettacolo e intrattenimento come Braveheart. Le sue aspirazioni erano più filosofiche, e il suo sogno era dirigere un'epopea religiosa medievale sulla falsa riga d Andrej Rublev. "Amo l'intensità viscerale del capolavoro di Tarkovskij, un film che ti afferra mente, corpo e anima, e li non molla mai."

Per concludere, Mackenzie ha detto: "Questo è un taglio molto più forte rispetto all'originale, al punto che non sento più alcuna connessione con la versione proiettata al TIFF. Conoscete il vecchio detto secondo il quale 'less is more'? Ecco, calza alla perfezione. C'è molto meno roba in questo film ora come ora, ma funziona molto meglio. Penso che sia un film molto forte, e ne sono molto orgoglioso. Desidero non essere associato al montaggio precedente."

Outlaw King è disponibile su Netflix dal 9 novembre.

FONTE: IW
Quanto è interessante?
2

Gli ultimi Film in uscita in Homevideo BluRay e DVD li trovi in offerta su Amazon.it.