Oscar: Alfonso Cuarón deluso dall'Academy, il regista riflette su cinema v televisione

Oscar: Alfonso Cuarón deluso dall'Academy, il regista riflette su cinema v televisione
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Nel corso di un'interessantissima intervista concessa per la promozione di The Disciple, film indiano presentato a Venezia e da lui prodotto, Alfonso Cuarón ha commentato le nuove regole dell'Academy che ad Hollywood entreranno in vigore dagli Oscar 2024.

Il quattro volte premio Oscar ha ammesso di avere sentimenti contrastanti riguardo ai nuovi standard di inclusione per la categoria miglior film, a due anni di distanza dalla mancata vittoria del favoritissimo Roma in favore di Green Book.

"Tutti stanno cercando di trovare modi per creare un cinema più diversificato", ha detto Cuarón parlando con IndieWire. "La cosa interessante è che in questo modo non è un processo naturale. Tutti devono rispondere alle pressioni esterne. È un po' deludente che queste cose debbano passare attraverso regole dettate affinché le cose accadano, quando in realtà dovrebbe essere solo un processo naturale di evoluzione sociale che però apparentemente non sta accadendo."

Cuarón, che ha recentemente firmato un accordo televisivo con Apple, ha analizzato anche il panorama dell'intrattenimento dal punto di vista di un tema fondamentale, quello del cinema v televisione.

"In molti modi - pandemia o no - è indiscutibile che il modo in cui le persone vivono i film e l'intrattenimento stia cambiando, non solo dal punto di vista aziendale ma anche culturale", ha detto. "Da regista, considero un errore dire: 'Beh, le storie si adatteranno agli schermi più piccoli'. Penso che in realtà sia l'opposto. Gli schermi più piccoli devono adattarsi alle visioni cinematografiche'."

L'autore messicano, che abbiamo menzionato nel nostro speciale sulle migliori personalità cinematografiche dell'ultimo decennio, ha anche ricordato di aver visto Lawrence d'Arabia per la prima volta in televisione a casa sua e ha notato che le installazioni di home-entertainment oggi possono integrare le esperienze sul grande schermo. "La maggior parte delle persone vivrà i nostri film nelle proprie televisioni, nello stesso modo in cui io ho guardato molti capolavori del passato. È molto diverso dal guardarli sul grande schermo, è vero, ma sarebbe molto triste se iniziassimo ad adattare le nostre visioni per il piccolo schermo. Speriamo che quante più persone possibile vadano al cinema per vedere i nostri film. Dobbiamo lottare affinché il cinema prevalga. Ma nel tempo è molto probabile che i nostri film vengano vissuti in modo diverso".

Per altri approfondimenti vi rimandiamo all'Everycult su I Figli degli Uomini.

FONTE: IndieWire
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