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Dopo tanta attesa, è finalmente approdato su Disney+ il rivoluzionario Hamilton di Lin-Manuel Miranda, musical vincitore del Premio Pulitzer alla drammaturgia e di 11 Tony Award nel 2016 che ha fatto conoscere al mondo il talento del compositore, poi scelto anche per le canzoni di Oceania e come attore in Il ritorno di Mary Poppins.

Il suo stile è energico e molto legato alla storia dei musical, sin dalla tenera età, come ha poi spiegato lui stesso in un nuovo e interessante video dove parla delle sue composizioni. Dà il merito alla sorella maggiore e al suo gusto musicale, ma anche ai classici Disney come La Sirenetta, di cui ricorda soprattutto In fondo al mar, "un vero e proprio numero musical sul fondo dell'Oceano e senza gravità vissuto come un'esperienza quasi extra-corporea".

Miranda ammette che è stato proprio La Sirenetta e quel pezzo in particolare a farlo innamorare dello storytelling dei musical, e il suo primo lavoro a Broadway fu In the Heigths, nel 1999 (2008-09 a Broadway), "una sfida con se stesso", dice l'autore, "per dimostrare di avere un futuro nel mondo dei musical", di farne una vera e propria carriera. In the Heights lo scrisse durante gli anni del college, comunque, dove si laureò nel 2002. Le sue maggiori ispirazioni furono Rent e West Side Story, con particolare riferimento alle composizioni di Jonathan Larson, ideatore della prima opera che per Miranda "rappresenta un grande esempio di musical contemporaneo".

L'intenzione fu comunque quella di non imitarlo ma di creare qualcosa di completamente vicino alla propria anima e al proprio gusto musicale. Per altro era innamorato dell'hip hop e della musica latino americana, che in quegli anni esplose letteralmente divenendo mainstream con Ricky Martin o Mar Anthony.

Poi arriva Hamilton con il brano d'apertura e soprattutto My Shot, "pezzo molto importante per provare che l'intelletto del protagonista fosse il giusto propellente per la narrazione del musical". Impiegò un anno a scriverlo, tutto il 2010. Una canzone articolare "e ricca di influenze dai maggiori esponenti del palcoscenico hip hop, da Jay Z a Biggie, solo resi in chiave più personale". L'idea era di creare il flow del futuro con Hamilton, condensando "quello che si poteva dire in quattro strofe in due", mettendo inoltre in mostra l'acume e l'intelletto di Alexander Hamilton, il suo dono della sintesi anche.

Infine Oceania con How Far I'll Go, forse una delle canzoni più belle mai scritte per un classico Disney. Qui la creazione si fonde con il sentimento della protagonista, tanto che a Mirando gli ci vollero diverse bozze prima di arrivare alla canzone finale, inizialmente chiamata More e poi drasticamente mutata. Doveva rappresentare non la sua impazienza e la sua "prigionia" sull'Isola, ma il suo amore per il proprio popolo e per i genitori eppure il ritrovarsi costantemente a fissare l'orizzonte, il mare, la libertà.

Per farlo decise anche di tornare a casa dei genitori e trascorrere la notte lì, nella camera che abitava quando era ragazzo. Definisce questa scelta "come l'arma segreta" che lo ha portato a comporre infine How Far I'll Go.

In un momento finale del video parla anche del suo incontro con J.J. Abrams e delle creazione del Jabba Flow per il momento nella cantina in Star Wars: Il risveglio della Forza. Esatto: ha composto lui quel breve pezzo della colonna sonora.

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