Non chiamatele Bond Girls: il protagonista di No Time To Die è contrario all'espressione

Non chiamatele Bond Girls: il protagonista di No Time To Die è contrario all'espressione
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Mentre la bellissima Ana De Armas incanta i fotografi, Daniel Craig ci avverte: non gradisce che ci si riferisca a lei, o a qualsiasi altra presenza femminile nei film di 007, con l'appellativo di "Bond Girl".

In un'intervista riguardante il ruolo di De Armas, già sua collega in Knives Out, Craig ha dichiarato: " Nemmeno io le chiamo Bond girls. Non ho intenzione di vietarlo a tutti gli altri. È solo che non posso avere una conversazione sensata con qualcuno se ci riferiamo a loro come 'Bond girls'"

Anche se l'appellativo è entrato ormai nel linguaggio comune, c'è da dire che in effetti i personaggi femminili degli ultimi film di 007 hanno sempre cercato, chi più chi meno, di scivolare fuori dal ruolo stereotipato che veniva puntualmente attribuito loro nella seconda metà del Novecento. In molti film, infatti, la "Bond girl" era una presenza fissa che svolgeva sempre il solito compito: si trattava di una bellissima ragazza che si lasciava sedurre dall'agente segreto per poi tradirlo schierandosi col nemico di turno. In certi film si ricongiungeva al protagonista nel finale, per poi essere sostituita da una nuova ragazza nel film successivo.

Sebbene i personaggi femminili abbiano conservato intatto il loro fascino e la loro femminilità, c'è da dire che nei film dell' 'era Craig' gli sceneggiatori hanno provato ad allontanarsi dal terreno già battuto. In Casinò Royale Eva Green è riuscita a portare su schermo una complicata relazione che finiva per spaccare il cuore di ghiaccio del protagonista, mentre in Skyfall abbiamo assistito alla reinterpretazione (e ricostruzione) del personaggio di Moneypenny. In No Time To Die le presenze femminili giocheranno un ruolo decisamente di primo piano, anche perché verrà introdotta un'agente donna al fianco di Bond. Il film ha inoltre potuto contare sull'apporto di Phoebe Waller-Bridge , famosa per aver dato vita a figure femminili tridimensionali e mai scontate in Fleabag e Killing Eve. Proprio a proposito della sua partecipazione, Craig si era arrabbiato con un giornalista, che aveva cercato di insinuare che la sua presenza fosse soltanto simbolica e non fosse stata scelta per la bravura nello scrivere. Cosa ne pensate? I tempi stanno davvero cambiando anche per 007? O un personaggio così iconico dovrebbe restare ancorato alla tradizione?

Non resta che attendere l'uscita del nuovo film il prossimo 9 aprile. Intanto possiamo goderci il nuovo poster di No Time To Die, nel quale James Bond sfreccia sullo sfondo di Matera.

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