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Netflix nella bufera per Cuties: il film è accusato di sessualizzare le bambine

Netflix nella bufera per Cuties: il film è accusato di sessualizzare le bambine
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Due giorni fa Netflix ha pubblicato Cuties, opera prima del regista francese Maïmouna Doucouré premiata al Sundance Film Festival che aveva già fatto discutere per dei controversi poster che ritraevano le giovani protagoniste in pose "provocanti" e per cui la compagnia aveva già chiesto scusa.

Il film racconta le vicende di Amy, 11enne senegalese che vive a Parigi e si unisce ad un gruppo di danza della scuola soprannominato 'cuties', 'carine', (in originale 'mignonnes') per ribellarsi alle oppressioni della sua famiglia e rinunciare così ai valori che le vengono imposti.

Ora che Cuties è disponibile in streaming in tutto il mondo, sui social è impazzata una nuova polemica accompagnata dall'hashtag #CancelNetflix: l'accusa è quella di "sessualizzare" le bambine del film tramite scene di balli sensuali e di conseguenza di "incentivo alla pedofilia".

La campagna di boicottaggio, secondo quanto riportato da Repubblica, ha dato vita ad una petizione per rimuovere il film che ha raggiunto raggiunto oltre 660mila firme ed è costata a Netflix circa 9 miliardi in borsa.

A testimoniare una netta divisione tra critica e pubblico troviamo i rispettivi punteggi su Rotten Tomatoes: dopo l'ottimo debutto al Sundance, i recensori hanno infatti premiato Cuties con un indice di gradimento dell'88%, mentre dal lato degli spettatori troviamo uno score di appena 3%.

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