Moonlight e lo 'scippo' a La La Land, tre anni dopo: l'Academy prese la decisione giusta?

Moonlight e lo 'scippo' a La La Land, tre anni dopo: l'Academy prese la decisione giusta?
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Il corto circuito che avvenne sul finale della cerimonia di consegna degli Oscar 2017 è destinato a restare nella storia del cinema: tutti, ma proprio tutti, ricordiamo chiaramente il momento in cui il premio fu letteralmente scippato alla crew di La La Land per esser consegnato agli increduli protagonisti di Moonlight.

Sgomento, risate, in qualche caso rabbia: tutto si consumò nell'arco di quei pochi minuti che diedero vita ad una delle gaffe più clamorose mai avvenute sul palco del Dolby Theatre. Con tre anni in più sulle spalle, però, possiamo finalmente tornare a mente fredda a porci l'annosa domanda: Moonlight meritava effettivamente quell'Oscar più di La La Land?

Partiamo con il chiarire che il film con Mahershala Ali è tutt'altro che un'opera insignificante: Moonlight, anche a distanza di qualche anno, resta un gran film per i temi trattati (razzismo, omosessualità, ricerca di sé stessi e del proprio posto nel mondo) e per il modo in cui questi furono affrontati, nonché per le splendide interpretazioni dei protagonisti (il già citato Ali su tutti).

Con La La Land, però, il discorso si sposta su un altro piano: oltre all'oggettiva qualità del film (non a caso vincitore di ben 6 Oscar, tra cui quello per la Miglior regia a Damien Chazelle), la storia di Mia e Sebastian ha dalla sua le stimmate dell'icona, del film capace di rimanere immediatamente impresso a fuoco nella cultura pop, pregno di un'universalità tale da penetrare senza troppa fatica anche nei cuori dei tanti cinefili a cui il genere musical rischia sempre di risultare indigesto.

A dimostrarlo c'è un immaginario collettivo che, quattro anni dopo l'arrivo in sala del film con Emma Stone e Ryan Gosling, ancora sogna sulle note di City of Stars e vede nella strepitosa chimica tra i due protagonisti la rappresentazione perfetta della più classica storia d'amore declinata in chiave moderna e a suo modo spietata, nonostante i toni fiabeschi di alcune delle sue sequenze più memorabili.

In conclusione, insomma, è impossibile non riconoscere che l'Academy si sia trovata a scegliere tra due film davanti ai quali è impossibile restare indifferenti: se i verdetti della Storia sono quelli che contano, però, a tre anni da quella rocambolesca premiazione il dubbio che, forse, l'Oscar consegnato per sbaglio fosse quello più giusto continua, legittimo, a sorgere. Per saperne di più, intanto, qui trovate la nostra recensione di Moonlight.

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