Quello di Matteo Garrone è un Pinocchio adatto a tutte le età

Quello di Matteo Garrone è un Pinocchio adatto a tutte le età
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Intervistato da Variety per presentare il suo nuovo film anche agli occhi degli spettatori d'oltreoceano, Matteo Garrone è tornato a parla dell'adattamento di Pinocchio che da pochi giorni è in programmazione nei cinema italiani.

"Visti i miei film precedenti, qualcuno potrebbe pensare che Pinocchio sia un film cupo e violento. Mentre si tratta di un film leggero e luminoso, adatto a tutte le età " ha spiegato il regista, che negli ultimi anni ha saputo a conquistare anche la stampa internazionale grazie a pellicole come Gomorra, Il racconto dei racconti e Dogman.

"È una storia apprezzata dai bambini di tutto il mondo. Contiene il desiderio di libertà, o di fuga dalle regole. E anche la debolezza alla tentazione. Nel mio caso, ho iniziato a identificarmi con Pinocchio da bambino. Crescendo poi la vita mi ha fatto diventare Geppetto, perché sono diventato il padre di un bambino che a sua volta è un po' Pinocchio. In questo senso è stato perfetto per me, perché in questi anni ho potuto studiare Pinocchio vedendo come mio figlio mentiva a me, e come provava a uscire fuori da situazioni intricate. Il cuore del film è una grande storia d'amore padre-figlio e la redenzione di quest'ultimo. Perciò mi sento vicino a entrambi i personaggi. C'è qualcosa di Pinocchio dentro di me, e allo stesso tempo mi sento molto Geppetto."

Parlando della sua collaborazione con Roberto Benigni e delle possibili difficoltà legate all'ambizioso budget di Pinocchio - che Variety ha definito a ragione il suo film più mainstream - Garrone ha aggiunto: "Ho lavorato con Roberto Benigni, che è un pezzo di storia del cinema italiano. È un attore, un regista e molto di più. E oltre a tutto ciò, lui proviene dal mondo di Pinocchio, dalla cultura Toscana che riflette la storia. Perciò come potevo trovare un Geppetto migliore? A parte questo, lui ha una predisposizione naturale per la commedia. Quindi Roberto mi ha aiutato a trovare soluzioni che portassero leggerezza e ironia. Ed essendo l'attore italiano di gran lunga più famoso, ha una naturale inclinazione verso il mainstream. Allo stesso tempo, mentre mi trovavo sul set, pensavo costantemente di immaginare le scene dal punto di vista di un bambino. Il mio mantra era di mantenere le cose semplici, senza appesantirle con delle sovrastrutture intellettuali; volevo provare a tracciare una linea diretta verso le emozioni del pubblico. Mi ha aiutato a crescere molto come regista."

Per altri approfondimenti, vi rimandiamo alla nostra recensione di Pinocchio e al nostro speciale sugli adattamenti di Pinocchio: da Disney a Garrone.

FONTE: Variety
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