L’ESA ha ritrovato il lander perduto della missione Rosetta

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Chi seguì la missione Rosetta nel lontano 2014 poté assistere al primo atterraggio di un lander su di una cometa in movimento, ma le cose non andarono per il meglio e il lander, ribattezzato Philae, riuscì a comunicare con la Terra solo sporadicamente e la sua effettiva posizione non fu determinabile, almeno fino ad ora.

Il team della missione non si è mai arreso e ha sempre cercato di rintracciare Philae sulla superficie della cometa. Straordinariamente, meno di un mese prima che la missione Rosetta si concluda definitivamente, la sonda Rosetta, tuttora in orbita attorno alla cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko, ha finalmente ripreso il piccolo lander sulla sua superficie.

“Questa notevole scoperta arriva alla fine di una lunga e minuziosa ricerca,” ha dichiarato in un comunicato Patrick Martin, manager della missione Rosetta dell'ESA. “Stavamo cominciando a pensare che Philae sarebbe rimasto perduto per sempre. È incredibile che siamo riusciti a catturare quest’immagine all’ultimo momento.”

Ora è chiaro il motivo per cui è stato così difficile comunicare con Philae. Le immagini di Rosetta, scattate il 2 settembre, mostrano che il lander si trova in una zona particolarmente rocciosa della cometa e all'ombra di un grosso masso. Questo potrebbe anche spiegare perché Philae ha avuto un tempo di funzionamento così ridotto. Il lander è alimentato dall’energia data dai pannelli solari, ma probabilmente non ha ricevuto molta luce solare in una zona così ombreggiata. “La posizione, come vediamo in questa immagine, non ha aiutato affatto” ha dichiarato Martin.

Inoltre, Philae ha uno strano orientamento. Il lander sembra essere quasi di traverso sulla superficie, con una delle sue gambe incastrata all'interno di una crepa. Ciò significa che l'antenna del lander sta puntando verso le rocce piuttosto che nello spazio. Tenuto conto di questa situazione, non c'è da meravigliarsi se la sonda Rosetta ha trovato molte difficoltà a captare i segnali del lander. “È un problema se il segnale proviene dalla parte superiore della tua testa, ma poi te ne stai sdraiato sul pavimento, e per di più in un fosso” ha dichiarato sarcastico Matt Taylor, uno scienziato impegnato nella missione.

Ora è troppo tardi per sperare in ulteriori comunicazioni dal lander, ma conoscerne la sua posizione geografica sulla superficie della cometa aiuterà gli scienziati a contestualizzare i dati che Philae ha potuto inviare.

FONTE: The Verge
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