King Arthur: la trilogia con Kit Harington e Gary Oldman che non vedremo mai

King Arthur: la trilogia con Kit Harington e Gary Oldman che non vedremo mai
di

Prima del King Arthur di Guy Richie con Charlie Hunnam, Warner Bros. aveva intenzione di mostrarci un film molto diverso, a partire da regista e interpreti: David Dobkin avrebbe infatti dovuto dirigere una trilogia con Kit Harington nel ruolo di Artù. Ma scopriamo cosa è andato storto.

Forse non tutti sanno che il King Arthur del 2017 è stato frutto di una riscrittura e di un cambio di regista da un precedente progetto dedicato al Once and Future King: quello di David Dobkin.

Nel 2011 infatti, Dobkin aveva ingaggiato la star di Game of Thrones Kit Harington (all'epoca ancora agli esordi visto che era appena uscita la serie) e Joel Kinnaman per interpretare rispettivamente Artù e Lancillotto in una trilogia di film (e trilogia perché tanto ci voleva per presentare al meglio storia e personaggi, secondo il regista).

"Avevamo Gary Oldman per Melino. Eravamo in trattative con Marion Cotillard per Morgana. E stavamo contattando Liam Neeson per interpretare Galahad. L'intera idea riprendeva la formula del Batman di Christopher Nolan. Christian all'inizio di Batman ha tutti questi grandi attori intorno a lui, e tu lasci che sia la narrazione a fare da fondamenta al film" spiega Dobkin.

"L'Arthur di Kit sarebbe stato un uomo comune, non qualcuno che appena scopre il suo destino pensa 'Ho vinto la lotteria!', ma qualcuno che dice 'Non sono pronto per questo'. Il momento in cui Arthur estrae la spade diventa un bersaglio per il regno intero. Per me, era questa la parte più interessante. [...] Il modo in cui Kit lo ha interpretato ai provini, era perfetto. Capivi subito chi era, quanto contasse l'onore per lui, e come questo a volte gli si ritorcesse contro, perché aveva davvero un cuore puro" continua Dobkin, spiegando che gli screen test andarono bene, e gli venne dato anche il via libera da Warner Bros. per girare il film, tanto che era già tutto pronto per le riprese.

Ma allora, cosa è andato storto?

"Fu il dipartimento internazionale degli studios che vide gli screen test e disse 'Non pensiamo di poter vendere il film con questi due attori [Harington e Kinnaman]'".

Così Dobkin fu costretto a un recast, che si rivelò davvero complicato: il regista scelse infatti Colin Farrell e James McAvoy per interpretare rispettivamente Artù e Lancillotto, ma McAvoy dovette rifiutare per via della sua allergia ai cavalli, e Colin Farrell, che dopo Alexander si ripromise di non impugnare più una spada in un film, inizialmente accettò comunque, ma poi... Vide John Carter al cinema.

"Colin mi mandò un messaggio e mi disse 'Sto andando a vedere John Carter, vuoi venire?' e io gli risposi immediatamente 'No, non vederlo!'" Farrell, spiega Dobkin, non voleva combattere con una spada contro dei mostri e sembrare un babbeo, e nel loro film ci sarebbero stati un paio di mostri, ma solo in due scene, ed erano fatti in maniera totalmente diversa rispetto a quelli che si vedevano in John Carter.

"La mattina dopo la visione del film, mi chiamò sua sorella e mi disse 'Vorrebbe parlare di nuovo con voi', e praticamente si ritirò dal film. 'Sapevo che sarebbe successo', mi dissi. Ho provato a convincerlo facendogli vedere il finale dell'Alien originale e dirgli 'Guarda, questo risale a 30 anni fa e vedi come ancora oggi sia grandioso? Abbiamo solo due scene con i mostri, e sono simili a queste. Sono più horror'. Ma non ci fu modo di convincerlo".

E mentre Dobkin cercava ancora una volta gli interpreti giusti, si dedicò anche ad altro nel frattempo, come il film con Robert Downey Jr. The Judge. Una volta finito quello, tornò a lavorare sulla trilogia, ma Joby Harold aveva scritto una nuova versione della sceneggiatura, simile alla sua, riprendendo alcune premesse, eppure fondamentalmente diversa.

"C'erano diverse idee che avevo inserito io nel mio film, ma ora era un altro film. E non avevo più una reale connessione con questa pellicola, mentre Guy Ritchie ci si trovò perfettamente. Ed è ironico, perché accadde la stessa cosa con Operazione U.N.C.L.E.".

Così arrivò King Arthur - La Leggenda della Spada, e la trilogia di Dobkin finì nel cassetto. Un cassetto che potrà venire riaperto, in futuro? Forse, o forse no.

"Un giorno, magari... Ma è difficile, perché King Arthur non è un successo di boxoffice dai tempi di Excalibur dell'81. E per me tutto ciò è un mistero, è uno dei personaggi più iconici di sempre!".

E a voi, sarebbe piaciuto vedere la trilogia di Dobkin? Fateci sapere nei commenti.

FONTE: Collider
Quanto è interessante?
2