Kim Ki-duk accusato di stupro in un documentario trasmesso dalla TV coreana

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L’acclamato regista sudcoreano Kim Ki-duk è stato accusato di stupro e molestie sessuali da tre attrici, in forma anonima, nel corso di un documentario sul tema #MeToo.

Il regista, premiato per i suoi film nel corso degli anni con la Palma d’Oro a Cannes e premi sia a Berlino che il Leone d’Oro alla Mostra di Venezia, è stato accusato da tre diverse attrici che hanno preferito non rivelare il proprio nome; queste sono state intervistate nel corso di un documentario il cui tema verteva sulla nascita del movimento #MeToo, sorto dopo l’ondata di scandali a sfondo sessuale a Hollywood, andato in onda nel programma di giornalismo investigativo PD Notebook, sulla TV coreana.

Una delle sopracitate attrici ha ricordato di aver già precedentemente denunciato il fatto, quando nel 2013 fu licenziata dal set di Moebius, perché – sempre rimanendo a quanto rivelato dall’attrice – si sarebbe rifiutata di avere un rapporto sessuale con il regista. Questa ha anche aggiunto di essere stata schiaffeggiata da Ki-duk. Un tribunale locale ha così decretato il pagamento di 5mila dollari al regista per danni fisici, ma le accuse di violenza sessuale non sono proseguite per mancanza di prove. La stessa attrice aveva poi espresso il suo dissenso per l’inserimento di Ki-duk nel programma dell’ultimo Festival di Berlino.

Per leggere ulteriori dettagli sulle accuse da parte delle altre attrici, vi rimandiamo al sito ufficiale di Deadline, che ha riportato la notizia.

FONTE: Deadline
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