Jean-Claude Van Damme: "Mi rifugiavo nella droga per non affrontare le mie difficoltà"

Jean-Claude Van Damme: 'Mi rifugiavo nella droga per non affrontare le mie difficoltà'
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Jean-Claude Van Damme è una vera e propria icona dei film d'azione grazie ai quali ha potuto mettere in mostra tutta la sua incredibile esperienza nelle arti marziali. La vita dell'attore però non è stata molto semplice. Ha dovuto infatti fare i conti con un complesso disturbo che lo ha gettato nel tunnel della droga.

"Quando inizi ad avere tutto, a spostarti continuamente, passando da un albergo di lusso all’altro, quando dovunque ti fanno sentire una primadonna, a un certo punto desideri di più. Sono stato devastato mentalmente e fisicamente. La droga era per me il riparo da qualsiasi difficoltà".

Jean-Claude Van Damme ha sofferto per anni con una grave depressione e profondi sbalzi d'umore che lo hanno costretto ad abusare di alcool e stupefacenti. Durante gli anni '90 è stato arrestato più volte per guida in stato di ebrezza. In molti dicono che lavorare al suo fianco era letteralmente un incubo. Il regista di Street Fighter Steven E. De Souza, ha rivelato che l'attore era praticamente intrattabile sul set dove arrivava ogni giorno strafatto e che addirittura hanno dovuto affiancargli una sorta di badante per permettergli di andare in scena.

Alla fine, dopo diversi tentativi di riabilitazione, Van Damme si è deciso a visitare un neurologo che gli ha diagnosticato un disturbo bipolare a ciclo rapido. Con i farmaci appropriati, da allora è riuscito a stare lontano dalla droga e si è persino risposato con la sua ex moglie Gladys Portugues. Il peggio insomma sembra proprio passato.

Se siete fan dei suoi incredibili film, date un'occhiata a questo articolo che spiega come Jean-Claude Van Damme ha ottenuto il suo primo ruolo.

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