Jason Blum fischiato e fatto allontanare dal palco per un discorso anti-Trump

Jason Blum fischiato e fatto allontanare dal palco per un discorso anti-Trump
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Durante la cerimonia d'assegnazione dell'Achievement Film and TV Award al L.A.'s Israel Film Festival, il produttore Jason Blum è stato fischiato e costretto ad abbandonare il palco a causa di un discorso anti-Trump.

Mentre gli Stati Uniti andavano ai voti per le elezioni di metà mandato, il produttore e fondatore della Blumhouse si è ritrovato coinvolto in una vera e propria battaglia per il diritto di parola sul palco di una normale premiazione hollywoodiana.

Invitato per essere premiato nel corso della 32esima edizione dell'Israel Film Festival, Blum si è ritrovato sommerso dai fischi della folla e addirittura portato via dalla sicurezza dopo essersi lanciato in un discorso politico nel quale ha contestato (o tentato di contestare) Donald Trump.

"La cosa buona di questo paese è che non deve piacerti per forza Trump, e a me non piace" ha esordito Blum, scatenando subito l'ira dei presenti. Poco prima, la folla evidentemente repubblicana fino all'osso aveva addirittura fischiato BlacKkKlansman, film di Spike Lee prodotto proprio da Blum, con alcuni degli spettatori che avevano urlato "We like Donald!".

"Abbiamo un presidente che chiama la stampa il nemico del popolo. Grazie a lui, l'antisemitismo è in aumento", ha continuato Jason Blum, scatenando l'ira della sala. Mentre il produttore continuava a parlare, molti dei presenti si sono alzati in piedi e hanno fischiato, in alcuni casi insultandolo col gesto dell'ombrello e chiedendo alla sicurezza di cacciarlo dal palco. "Dovrai trascinarmi giù" ha risposto Blum, che poi però ha seguito il consiglio dello staff dell'IFF e si è allontanato dietro le quinte.

Qualche ora dopo, il produttore ha pubblicato il suo intero discorso su Twitter. Lo trovate qui sotto, insieme ad un video dell'accaduto.

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