James Mangold racconta le riprese di Le Mans '66 e la sfida della velocità

James Mangold racconta le riprese di Le Mans '66 e la sfida della velocità
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Oltre alla presenza di due attori come Christian Bale e Matt Demon, tra i motivi per vedere al cinema Le Mans '66 - La grande sfida ci sono le riprese delle corse automobilistiche. Vedere sul grande schermo, specialmente in IMAX, sfrecciare quei bolidi a 300 all'ora promette di essere un'esperienza impressionante.

Intervistato da Cinemablend, il regista James Mangold ha parlato anche di come sono state realizzate quelle sequenze. Con molta onestà, Mangold ha dato gran parte del merito al suo team, raccontando di non aver dato indicazioni troppo dettagliate e di essersi affidato alla competenza degli esperti.

"Parte del lavoro, da dove sto seduto, dipende dai tecnici e dagli artigiani che ti circondano. Non ti dico quante volte dicevo: Non sembra veloce, rifacciamolo, facciamolo ancora, trova una nuova posizione per la macchina da presa. Abbiamo imparato molto così!"

Visivamente, un modo per rappresentare sullo schermo la velocità è mostrarla attraverso lo sfondo, per cui la scenografia aveva una certa importanza, oltre ovviamente alla giusta angolazione. "Senti davvero più velocità quando vedi la strada scorrere sotto di te o gli oggetti verticali che passano. Se inquadri un aereo, potrebbe andare a 80 o a 300 chilometri all'ora, ma sarebbe la stessa cosa se non ci sono i pali del telefono o qualcosa che si muove."

Non va sottovalutata poi l'importanza del suono, e il fatto di aver girato la maggior parte delle scene in auto dal vero, senza l'ausilio del green screen. "Per quanto incredibile sia la tecnologia cinematografica" continua James Mangold, "alcune cose sono impossibili da emulare. Il modo in cui una videocamera montata su un'auto scuote e sferraglia non può essere facilmente falsificato, e ha portato il film a un livello più alto."

Nel weekend d'apertura Le Mans '66 - La grande sfida può conquistare il primato al box office. Dai un'occhiata alla nostra recensione.

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