Indiana Jones 5, quali sono i motivi che hanno spinto Steven Spielberg a lasciare il film?

Indiana Jones 5, quali sono i motivi che hanno spinto Steven Spielberg a lasciare il film?
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La notizia di ieri è stata sicuramente quella dell'uscita di Steven Spielberg dalla regia di Indiana Jones 5, film per il quale è ormai tutto pronto per l'inizio dei lavori e al quale è adesso legato il nome di James Mangold.

Considerando lo storia legame tra Spielberg e Kathleen Kennedy, la presidente di Lucasfilm, che hanno girato film insieme per decenni, e considerato che Indiana Jones è una creazione di Spielberg e George Lucas, la notizia dell'abbandono del regista è arrivata come una totale sorpresa, per di più così a ridosso dell'inizio delle riprese (previste per aprile).

Nel corso degli ultimi anni, Lucasfilm si è guadagnata una certa reputazione nel salutare improvvisamente i registi (soprattutto per quanto riguarda il franchise di Star Wars) ma che la stessa cosa accadesse con Indiana Jones, per quanto con toni ovviamente diversi e molto più bilaterali, era impensabile fino a poche ore fa. Usiamo il termine "bilaterali" forse a sproposito, in quanto è chiaro come ad un regista come Steven Spielberg non si chiede semplicemente di andare via: la decisione è stata evidentemente tutta sua, e secondo quanto riferito da una "fonte vicina al regista" il desiderio dell'autore sarebbe quello di "passare la frusta di Indy ad una nuova generazione di filmaker che possano portare una loro prospettiva nuova all'interno storia".

Vale la pena ricordare che Spielberg è ancora coinvolto nel film come produttore, che a questo punto sarà un trampolino di lancio gigantesco per Mangold (o per chiunque finirà con l'ereditare il progetto): è la prima volta, dall'esordio de I Predatori dell'Arca Perduta nel 1981, che sulla sedia del regista di una produzione di Indiana Jones non ci sarà scritto il nome di Spielberg, non un nome qualunque né tanto meno una sedia qualunque.

Ma al di là della frase di circostanza sul consegnare il franchise nelle mani di un autore più giovane, i motivi che hanno portato all'abbandono di Spielberg rimangono oscuri: il regista aveva già abbandonato alcune sue creature in passato, come Lo Squalo e Jurassic Park - per il quale tornò per il secondo capitolo, ma non per il terzo - ma vedere un Indiana Jones senza la sua firma era qualcosa che nessuno si sarebbe mai immaginato. Che le critiche ricevute dal capitolo precedente, Il Regno del Tschio di Cristallo, comunque un campione al box office, abbiano ristagnato in questi anni?

Del resto l'interesse per un quinto Indiana Jones in Spielberg sembra essersi spento col tempo: il film infatti venne annunciato nel 2016 con una data di uscita originale per l'estate del 2019, poi quella data fu spostata a luglio 2020, e poi ancora a luglio 2021. Ora, anche con Spielberg come produttore, forse ci sarà un nuovo rinvio, con Mangold - o chiunque altro - che difficilmente riuscirà a rispettare la scadenza di aprile per l'inizio delle riprese: dovremo aspettarci l'ennesimo rinvio? E se si, questo riguarderà la data di uscita o solo i lavori?

Staremo a vedere.

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