Harvey Keitel a ruota libera sull'amicizia con Martin Scorsese e la fiducia ne Le Iene

Harvey Keitel a ruota libera sull'amicizia con Martin Scorsese e la fiducia ne Le Iene
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Apparso di recente in The Irishman nei panni del boss mafioso Angelo Bruno, Harvey Keitel ha ripercorso la sua onorata carriera durante un'intervista con Collider in cui ha parlato, tra le altre cose, dell'amicizia con Martin Scorsese e del suo incontro con il cinema di Quentin Tarantino.

Di seguito potete leggere la traduzione di alcuni estratti della chiacchierata.

Collider: "Sei diventato famoso grazie a film di Martin Scorsese come Mean Streets e Taxi Driver, e ora hai un piccolo ruolo in The Irishman."

Keitel: "Ha Ha! Tutto quello che ho da dire è che Konstantin Stanislavskij una volta ha detto che non esistono piccole parti, solo piccoli attori. Quindi io dico semplicemente che sono in The Irishman."

Collider: "Qual è la migliore qualità di Scorsese"

Keitel: "Marty viene dalle strade del Lower East Side di New York, da Little Italy. La sua educazione è molto simile alla mia, tranne per il fatto che lui è andato al college e ha studiato cinema. Ma per quanto riguarda la nostra discendenza, è quasi come se fossimo gemelli. Lui è di origine italoamericana; Io vengo da una famiglia ebraica di origini rumene. Dove sono cresciuto io, a Coney Island, negli anni '50 c'erano persone di provenienti da ogni parte del mondo. Marty è un ragazzo molto simpatico, un ragazzo molto semplice, ed era spaventato quanto me di essere al mondo. Quindi ci siamo quasi tenuti per mano mentre camminavamo lungo quelle brutte strade."

Il discorso si è spostato anche sul ruolo di Keitel nel successo di Quentin Tarantino, che prima di incontrarlo non era ancora riuscito a raccogliere fondi per dare alla luce il suo film d'esordio, Le Iene.

Collider: "Il modo in cui sei finito a recitare nel debutto di Quentin Tarantino, Le Iene, è molto interessante."

Keitel: "Un'altra donna, una mia collega dell'Actor Studios, un giorno mi ha chiamato dicendo: 'Harvey, ho una sceneggiatura che secondo me ti piacerà.' E mi è piaciuta. Non riuscivano a raccogliere soldi per fare il film. Nessuno volveva farlo."

Collider: "Così l'hai co-prodotto?"

Keitel: "Beh sì. Associando il mio nome al film abbiamo raccolto dei soldi. Non cercavo un regista di successo, cercavo un'esperienza di vita dove avrei potuto imparare qualcosa riguardo me stesso, dove diavolo stessi andando e se mai ci sarei arrivato."

Nel prossimo futuro, Keitel vestirà i panni di Meyer Lansky in un biopic diretto da Eytan Rockawaya. In caso ve la fase persa, vi consigliamo di leggere la nostra recensione di The Irishman.

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