Godzilla: il Giappone ha delle regole per rappresentarlo, Roland Emmerich le ignorò tutte

Godzilla: il Giappone ha delle regole per rappresentarlo, Roland Emmerich le ignorò tutte
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Godzilla di Roland Emmerich, oltre che per le clamorose recensioni negative, è passato alla storia come il primo film della serie cinematografica incentrata sul celebre mostro giapponese prodotto interamente da Hollywood.

Dedicato alla memoria del co-creatore di Godzilla, Tomoyuki Tanaka, deceduto durante le riprese, il film non fu apprezzato dal pubblico orientale né tanto meno dai Toho Studios, che fino ad allora avevano realizzato tutte le opere dedicate al personaggio.

Lo studio giapponese acconsentì alla realizzazione della pellicola solo dopo lunghe trattative e soprattutto imponendo ai colleghi americani l'obbligo di seguire alcune regole per la rappresentazione di Godzilla: fu consegnato un dossier di 75 pagine nel quale venne indicato ciò che si poteva e soprattutto ciò che non si poteva fare con il personaggio.

Ad esempio, Godzilla non poteva essere mostrato nell'atto di mangiare le persone, ma solo i pesci; oppure doveva avere necessariamente tre file di placche dorsali, re dita per piede e quattro dita per mano; infine non doveva essere rappresentato come un animale stupido e, fondamentale, non doveva morire.

Ma Roland Emmerich ignorò quasi tutti i dettami e, secondo il suo collaboratore Patrick Tatopoulos, le uniche istruzioni specifiche che diede a proposito di Godzilla furono: "Deve essere in grado di correre incredibilmente veloce, e non fatelo troppo simile ai dinosauri". Forse fu per questo che, a metà della premiere, Kenpachirô Satsuma, che ha interpretato Godzilla dal 1985 al 1995, uscì dalla sala. Le sue uniche parole furono: "Non è Godzilla. Non ne ha lo spirito".

Per altri approfondimenti vi rimandiamo alla recensione di Godzilla e alla recensione di Godzilla: King of the Monsters.

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