La figlia di Bruce Lee delusa da Tarantino: "Mio padre è una caricatura"

La figlia di Bruce Lee delusa da Tarantino: 'Mio padre è una caricatura'
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A Shannon Lee non è piaciuto il modo in cui suo padre, il celebre Bruce morto nel 1973, è stato rappresentato nel nuovo film di Quentin Tarantino, C'era una volta a Hollywood. Il personaggio, ha dichiarato a The Wrap, è ritratto in modo "scoraggiante".

Il nuovo lavoro di Tarantino, come sappiamo, è un ritratto dell'industria cinematografica hollywoodiana alla fine degli anni '60. Secondo Shannon Lee suo padre Bruce, il re delle arti marziali interpretato nel da Mike Moh, "è presentato come uno st***zo arrogante pieno di boria, e non come uno che ha dovuto faticare il triplo di chiunque altro per vedersi riconosciuto quello che ad altri è concesso così naturalmente."

Il personaggio, ha aggiunto, è ritratto in modo caricaturale, "ed è stato davvero imbarazzante sedersi al cinema e sentire gli spettatori ridere di mio padre."

La scena incriminata, secondo Shannon, è quella in cui Bruce Lee - che fu personal trainer di molte star di Hollywood, come Steve McQueen, Roman Polanski e Sharon Tate - sfida lo stuntman Cliff Booth (Brad Pitt), e quest'ultimo sembra avere la meglio. "Mio padre ha sempre evitato di combattere con persone non esperte di arti marziali" ha continuato la figlia. "Ma qui va diversamente. Capisco il ragionamento alla base della scelta: il personaggio di Brad Pitt deve essere uno tosto, al punto di battere Bruce Lee. Ma non c'era bisogno di trattarlo come ha sempre fatto la Hollywood bianca quando era vivo."

Dopo le critiche della PETA ecco quindi anche quelle della figlia di Bruce Lee. C'era una volta a Hollywood, però, è comunque il miglior esordio al box office nella carriera di Quentin Tarantino.

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