Exit Humanity: Bill Moseley parla del film

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L'attore statunitense Bill Moseley, vera e propria icona del cinema horror, ha partecipato a film come Non aprite quella porta - Parte II di Tobe Hooper e La notte dei morti viventi di Tom Savini ma è molto conosciuto per il ruolo di Otis nei film sui reietti del diavolo di Rob Zombie (La casa dei 1000 corpi, La casa del diavolo). Vi proponiamo via bloody-disgusting.com un'intervista in cui racconta la sua interpretazione del generale Williams nel film di John Geddes Exit Humanity con Dee Wallace (Le colline hanno gli occhi), Stephen McHattie (A History of Violence) e Mark Gibson (Monster Brawl), ambientato nel Tennessee post guerra civile del 1870.


Exit Humanity è un film d'epoca con gli zombie, vorrei chiederti come hai trovato la tua strada in questa dicotomia.


Beh, in primo luogo ho letto la sceneggiatura, scritta dal regista John Geddes. L'ho trovata meravigliosa e mi piaceva il personaggio del generale Williams. Un generale della Guerra Civile che mi ha ricordato un sacco il personaggio del colonnello Kurtz, interpretato da Marlon Brando in Apocalypse Now. La guerra è finita, ma non dentro di lui. Williams è ancora in piena guerra civile anche se oramai è finita da anni. Anche se vive in uno strano, nuovo mondo popolato di zombie e con poche persone superstiti, egli va in giro per i boschi del Tennessee mantenendo una parvenza di rigore militare. La sua grande ossessione è trovare la causa di questa malattia, una cura per poi utilizzare gli zombie come esercito affinchè il Sud possa risorgere.

Pensi che qualcosa nella sua natura possa essere innescata da ciò che ha passato?

Penso di si. E'un generale nel 1860, quindi una specie di dio, in quella posizione. Hai il potere di decidere per la vita e per la morte di un sacco di gente. Non ci sono più persone come Jefferson Davis e Robert E. Lee, ma vivere in un mondo pieno di zombie gli permette di continuare a prendere queste decisioni sulla vita e la morte, insieme con gli umani che completano il quadro.

Questa è la prima volta in cui John Geddes dirige un film importante. Com'è stato lavorare con lui sul set?

Ci siamo divertiti un sacco. Ha scritto una grande sceneggiatura e, talvolta, con il regista/sceneggiatore c'è più di una certa riluttanza nel cambiare le parole. E'stato molto collaborativo e flessibile al fine di ottenere il meglio da ogni scena. E'stato inoltre molto incoraggiante ed entusiasta. Penso che il suo entusiasmo per il progetto in realtà abbia, per usare una metafora zombie, infettato tutti noi. Abbiamo cercato di offrire il miglior film possibile.

Sembra che ci siano un sacco di zombie nel film, con un make-up abbastanza elaborato. Com'è andata?

Beh, per fortuna non sono passato attraverso il tortuoso processo di protesi come hanno fatto gli altri. Ma eravamo nel nord dell'Ontario, e gran parte degli zombie erano volontari della popolazione locale. Sono sicuro che avessero un'idea diversa di ciò che vuol dire partecipare ad un film e l'attesa di andare al trucco. Poi andare al makeup e restare seduti ancora per ore in attesa di girare. Non c'erano le migliori condizioni: pioveva, faceva freddo e abbiamo fatto un sacco di riprese notturne. Tutto questo sarebbe bastato a smorzare l'entusiasmo di chiunque. Ma tutti erano incredibilmente entusiasti, un'altra grande qualità che John ha portato nel film.

Potete anche dare un'occhiata al trailer di Exit Humanity qui sotto, nell'apposito player.

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