Dopo Endgame, i fratelli Russo presentano il loro nuovo film Cherry e fondano la AGBO

Dopo Endgame, i fratelli Russo presentano il loro nuovo film Cherry e fondano la AGBO
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Con Avengers: Endgame oltre i 2.5 miliardi di incasso e ormai vicinissimo ad Avatar, i fratelli Anthony e Joe Russo si preparano a dire addio (o arrivederci, per lo meno) ai Marvel Studios.

I due hanno trascorso gli ultimi sette anni nella compagnia di Kevin Feige e, lavorando a stretto contatto con gli sceneggiatori Christopher Markus e Stephen McFeely su due film del franchise di Capitan America e due di quello degli Avengers, sono riusciti a mettere insieme la bellezza di 6 miliardi di dollari di incasso.

Prima di un ritorno in grande stile (i Russo hanno parlato dei Fantastici 4 come possibile loro futuro film nel MCU) però Anthony e Joe si prenderanno una pausa, dai Marvel Studios sì ma non dal cinema: nelle scorse ore, infatti, dalla passerella del Festival di Cannes, i fratelli registi hanno lanciando a tutto vapore la loro nuova società di produzione monegasca AGBO, attraverso la quale svilupperanno, produrranno e co-finanzieranno film, serie TV e altri progetti, compresi i remake di alcune proprietà MGM come The Thomas Crown Affair, in sviluppo con protagonista Michael B. Jordan.

Secondo Deadline i fratelli di Clevaland con origini abruzzesi nella giornata di oggi giovedì 16 maggio hanno presentato ai possibili acquirenti il ​​loro prossimo progetto da registi, Cherry, che vedrà protagonista niente meno che Tom Holland, con un evento in grande stile al Carlton Hotel Grand Ballroom. I due hanno anche aderito al roster dei produttori della commedia con Chris Hemsworth e Tiffany Haddish, Down Under Cover, uno dei film più chiacchierati del momento alla Croisette.

Secondo quanto dichiarato, i Russo avevano pianificato questo lancio già da diversi anni, eppure non avrebbero potuto scegliere un momento migliore per lanciare la loro etichetta, con un quartier generale nel quartiere della moda di Los Angeles e Markus e McFeely come co-presidenti.

Il successo se lo sono dovuto guadagnare, hanno spiegato, raccontando di aver accumulato un debito astronomico con la loro prima carta di credito (l'ammontare era di circa $30.000 dollari) per finanziare il loro film d'esordio, un progetto avanguardista intitolato Pieces. Solo dopo averlo finito scoprirono che la musica dei Led Zeppelin e dei Funkadelic che avevano inserito nel film gli sarebbe costata 1 milione di dollari in diritti d'autore, cifra che ovviamente non possedevano. A salvarli ci pensò il fiuto di Steven Soderbergh, che da genio qual è individuò delle potenzialità nei due registi e li reclutò per quello che sarebbe divenuto il loro film d'esordio, Welcome to Collinwood (2002). Poi fu la volta di Ron Howard, che dovette rinunciare alla regia dell'episodio pilota di Arrested Devolpment e lo affidò ai due giovani autori: fu proprio un preciso episodio dello show, incentrato su una partita di paintball, che ha convinto Kevin Feige a contattarli.

"La tecnologia sta guidando tutto questo cambiamento, insieme alle abitudini degli spettatori", ha detto Joe Russo. "Quello che ci guida è la convinzione che il futuro abbia sempre maggiori possibilità rispetto a qualsiasi cosa sia mai esistita prima, e questa è la strada da seguire".

La loro stella polare? Un'enfasi sullo storytelling - "Markus e McFeely ci aiuteranno" hanno sottolineato i registi - cioè esattamente quello che ha elevato il loro film Marvel Studios.

Cherry, il primo film post-Avengers, aver un budget ridotto e sarà basato sulla storia vera di un giovane soldato affetto da stress post-traumatico (interpretato da Tom Holland) che divenne dipendente dalla droga e cominciò a rapinare banche.

Tra gli altri progetti, sia televisivi che cinematografici ma comunque sempre scritti da Markus e McFeely e prodotti dai Russo, è stato presentato anche un dramma su un'unità di polizia in lotta per liberare una città dai militanti dell'ISIS.

I due hanno spiegato di essere in debito con Kevin Feige per avergli insegnato che se si rischia con consapevolezza si possono raggiungere ottimi risultati.

"Ricordo di aver detto a Kevin [Feige], per Capitan America: Civil War, 'Vogliamo prendere il tuo personaggio più popolare, la tua mucca da mungere, e trasformarlo in un cattivo", ha raccontato Joe. "Parlavamo di Iron Man, e Kevin sostenne una scelta radicale che fu talmente apprezzata da guadagnare un miliardo di dollari al botteghino."

La stessa cosa accade con Avengers: Infinity War (leggi: Everycult di Avengers: Infinity War), quando si assunsero il rischio di uccidere metà del roster dei supereroi Marvel, incluso Spider-Man, i cui diritti erano in prestito dalla Sony. "Immaginate di passare anni a cercare di convincere la Sony a fare un film di Spider-Man insieme alla Disney, solo per poi uccidere il personaggio nel film successivo" ha scherzato ride Anthony. "Solo Kevin avrebbe potuto riuscirci."

Joe spiega i motivi del lancio della AGBO: "Per avere successo oggi, devi scuotere le cose. Devi capire i social media e come viaggiano le informazioni su internet. Devi capire il punto di rottura. La cultura pop è social media. È una gigantesca conversazione globale contemporanea tra milioni di persone in tutto il mondo, voci che gridano tutte in questo flusso collettivo. Civil War, Infinity War e Endgame sono state scelte molto dirompenti e rumorose e che hanno superato il punto di rottura, e questo si è riflesso sul botteghino."

Il duo originariamente intendeva vendere l'AGBO alla Fox, ma poi decise di non limitarsi e rimanere indipendenti: ironia della sorte, se lo avessero fatto ora sarebbero una proprietà Disney. Tuttavia, non hanno rimpianti. "Adoriamo la Disney, ma volevamo essere agnostici, per così dire", ha aggiunto Anthony. "Le volte in cui Joe ed io possiamo dire di aver avuto dei problemi professionali sono quelle in cui eravamo legati da accordi generali per la televisione, cosa che limitava le nostre capacità di fare affari. Abbiamo odiato le strutture aziendali che ci hanno limitato in termini di pianificazione."

Joe ha proseguito: "In definitiva, ciò che ci interessa è la proprietà e il controllo. Sono due grandi priorità per noi. E' un'idea che ci accompagna da 25 anni, a diversi livelli di successo, sia nel cinema che in TV. Siamo a nostro agio con il nostro processo decisionale e abbiamo imparato che più tempo dedichi allo storytelling anziché alla decisioni aziendali, meglio sarà per il film. Se riesci a raccontare storie serializzate, puoi vincere, e questo vale sia per i film che per la televisione. Alcuni dei programmi TV che ho visto negli ultimi anni sono migliori della maggior parte dei film che mi capita di vedere."

FONTE: Deadline
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