Eli Roth, la lezione di Tarantino: 'Non mi comprai una casa fino a Jackie Brown'

Eli Roth, la lezione di Tarantino: 'Non mi comprai una casa fino a Jackie Brown'
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Thanksgiving ha riportato Eli Roth sul grande schermo con l’ennesimo horror della sua carriera. Parlando del suo stile e della sua attitudine, il regista ha spiegato cosa lo abbia spinto a rimanere confinato al suo genere di elezione, ricordando, in particolare, le parole dell’amico e collega Quentin Tarantino, che lo hanno ispirato in tal senso.

Dopo aver ricordato le dichiarazioni di un politico inglese a proposito di Hostel II, torniamo a parlare della carriera di Eli Roth, attore, sceneggiatore e regista, per riportare le sue parole a proposito del suo ruolo all’interno di Hollywood e di come, in modo del tutto particolare rispetto a gran parte dei suoi colleghi, egli sia rimasto legato quasi esclusivamente a un certo tipo di produzioni.

In un’intervista con Independent, a precisa domanda riguardo il fatto che, al contrario di quanto successo con lui, molti registi che comincino con l’horror finiscano per dirigire grandi saghe o prodotti più per la massa, Roth ha spiegato: “Dopo Cabin Fever mi hanno offerto 350000 dollari per dirigere un film. E non avevo mai sentito parlare di quella cifra pagata a qualcuno. Ma ho rifiutato. Non sapevo come renderlo buono. Mi sono detto che quel film mi avrebbe rovinato e che sarei stato ricordato come il tizio che ha fatto un film schifoso”.

Quindi il filmmaker ha ricordato le parole di Quentin Tarantino che lo hanno portato a rifiutare un film che sarebbe dovuto essere la versione cinematografica di Dukez of Hazzard: “Mi ha detto: ‘Non ho mai comprato casa fino a dopo Jackie Brown. Tutti questi ragazzi corrono a comprare una casa, e poi ogni decisione che prendi riguarda questa casa che ora devi poterti permettere. Diventi un dipendente della tua casa’”.

In effetti, nonostante si sia affacciato anche ad altri generi e ad altri tipi di pubblico con Il Mistero della Casa del Tempo, e si appresti a presentare l’adattamento del videogioco Borderlands, Roth è sempre rimasto molto fedele alla sua linea, senza sentire la necessità di mettere da parte la sua personale visione di cinema per prendere parte a lavori più grandi e importanti che però avrebbero potuto snaturarlo.

A proposito dell’influenza che ha avuto su di lui Tarantino, ricordiamo come l’ultimo film di Roth nasca dall’idea di un fake trailer per Grindhouse e vi lasciamo con la recensione di Thanksgiving.