I doppiatori italiani uniti contro le major: "Troppe pressioni, ormai è un incubo"

I doppiatori italiani uniti contro le major: 'Troppe pressioni, ormai è un incubo'
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L'ultimo caso è scoppiato con il trailer di Una donna promettente di Emerald Fennell, quando l'unica donna trans del film è stata doppiata in italiano da una voce maschile, generando molte polemiche, ma stando a Daniele Giuliani, doppiatore di Jon Snow e Presidente ANAD, la situazione del politicamente corretto "è ormai un incubo".

Da Roma, infatti, il presidente dell'Associazione Nazionale Attori Doppiatori ha lanciato un'invettiva e una critica alle major, che ultimamente stanno generando molta pressione attorno alla professione per rispettare gli standard del politicamente corretto, il che vuol dire che per ogni voce c'è un colore, un'età o un orientamento sessuale da seguire e privilegiare.

Dice in merito Giuliani: "Le major americane stanno esportando la logica dell'inclusività a priori. Si fanno ormai pressioni con richieste esplicite: omosessuali doppiati da omosessuali, neri da neri, età anagrafica più rilevante di quella vocale. Non solo si rischia così la ghettizzazione ma si viola anche l'articolo 3 della costituzione ["pari dignità sociale senza distinzioni di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni sociali o personali" n.d.r.]".

Gli fa eco anche Fiamma Izzo, direttrice del doppiaggio del prossimo Crudelia con Emma Stone: "Una volta mi hanno chiesto solo doppiatori neri: gli ho risposto che in Italia non ci sono e il lavoro lo hanno dato a una società che questi doppiatori se li è inventati. Un'altra volta mi hanno chiesto un doppiatore 'fluido' per dare voce a un attore non binario, nel rispetto della sua scelta identitaria. Ho chiamato una persona molto giovane con una voce eterea, da ragazza. Niente da fare, però: non andava bene".

Interviene anche David Chevalier, doppiatore di Tom Hiddleston in Loki: "Le piattaforme hanno gravi problemi con il razzismo ma dobbiamo sgonfiare questa bolla puritana che ci sta travolgendo". E infine parla anche Luca Ward, che non ha bisogno di presentazioni: "L'importante è non alzare troppe barriere".

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