La distribuzione di The Irishman è una "disgrazia", per i rappresentanti delle sale in USA

La distribuzione di The Irishman è una 'disgrazia', per i rappresentanti delle sale in USA
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Parlando con il New York Times, il presidente della National Association of Theater Owners (NATO) ha descritto la distribuzione limitata di The Irishman come una "disgrazia."

"È davvero una grande delusione il fatto che Netflix e i proprietari delle sale non siano riusciti a trovare un modo per portare un importante film di Martin Scorsese in più schermi" ha detto John Fithian, il cui gruppo rappresenta gli interessi di catene di cinema come AMC e Cineplex. "Stiamo parlando di un grande regista, un cinefilo, che ha fatto film di estrema importanza per la nostra industria. E The Irishman verrà proiettato in un decimo delle sale in cui avrebbe potuto se Netflix fosse stata disposta a venire a patti con i nostri membri."

Secondo Fithian, il colosso dello streaming sta rinunciando a degli incassi molto più ingenti: "Netflix sta lasciando molti soldi sul tavolo. Pensate a The Departed, nel 2006. Quel film di Scorsese ha incassato $300 milioni in tutto il mondo. Gli ha fatto vincere l'Oscar per il miglior regista. Ha vinto il miglior film. È stato a lungo nelle sale e ha fatto un sacco di soldi. Perché Netflix non dovrebbe voler monetizzare prima di lanciarlo in streaming? Può rimanere lo stesso in esclusiva su Netflix. Può comunque attirare abbonati. Sarebbe comunque l'unico posto in cui puoi vederlo a casa."

In un comunicato ufficiale riportato da The Wrap, Fithian ha aggiunto: "Netflix ha avuto l'opportunità di aprire una nuova strada. In un panorama competitivo in rapido cambiamento, Netflix non è riuscita a riconoscere il vantaggio che una grande distribuzione per The Irishman poteva offrirgli nei confronti dei filmmaker e dei consumatori. I loro concorrenti non faranno lo stesso errore."

Il film di Scorsese debutterà in Italia il 4 novembre in alcune sale selezionate. Per altri approfondimenti leggete la nostra recensione di The Irishman.

FONTE: NY Times
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