Cruella 2: la causa della Johansson è stata determinante per il contratto di Emma Stone

Cruella 2: la causa della Johansson è stata determinante per il contratto di Emma Stone
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Si è parlato tanto ultimamente della causa che Scarlett Johansson ha mosso contro la Disney, e in molti si sono chiesti se Emma Stone avrebbe fatto lo stesso per il suo Crudelia. Tuttavia la notizia dell'arrivo di un sequel, ha stupito tutti. La Stone avrebbe però questa volta fatto un contratto ad hoc, basandosi sull'esperienza della collega.

Come sappiamo la situazione tra Emma Stone e la Disney è un po' diversa rispetto a quella della Johansson. Quest'ultima, infatti, avrebbe deciso di fare causa alla società perché non ha ormai più nulla da perdere, avendo chiuso con il film i suoi contatti con il mondo Marvel. Nel caso della Stone, invece, la proposta di un sequel l'ha tentata, e proprio questo avrebbe salvato la Disney da un'altra causa.

Perché, chiariamolo, i presupposti per muoversi contro la compagnia c'erano anche nel caso dell'interprete di Crudelia. Infatti anche in questo caso il film è stato distribuito sia in sala sia con accesso VIP su Disney+, e anche in questa situazione la piattaforma non avrebbe preso accordi in merito agli eventuali bonus derivanti dal numero di streaming at home. Tuttavia la scelta di non fare causa da parte della Stone è stata intelligente anche per un altro motivo, che va oltre il sequel: il suo caso sarebbe stato più debole di quello di Scarlett Johansson. Questo perché l'interprete di Vedova Nera aveva ricevuto un'email da uno degli avvocati della Marvel in cui questi gli prometteva che le sarebbe stato detto se il piano di rilascio di Black Widow si fosse discostato da un'esclusiva cinematografica.

Dunque Emma Stone ha deciso di firmare per Crudelia 2. Ma non ha dimenticato la causa che ha risparmiato alla Disney, e quindi ha fatto si che le negoziazioni del contratto del suo sequel ponessero diverse condizioni per lei. In primo luogo ha costretto lo studio a "riconoscere per la prima volta che avrebbe dovuto negoziare un 'buyout' dei suoi bonus al botteghino sul primo Crudelia, come ha fatto la Warner Bros per i suoi film del 2021." Questo perché la Disney precedentemente aggiungeva semplicemente i numeri degli streaming a quelli del box office. Da qui la Stone ha guadagnato un pagamento a 8 cifre. L'attrice ha inoltre convinto la Disney a non proporle più bonus a più livelli, ma a farle firmare un pagamento di back-end più tradizionale "che include una royalty su ogni vendita a domicilio in streaming".

Tutte richieste a cui l'azienda si è dovuta piegare. Perché già una causa a cui pensare è tanto, e al posto di aggiungervi una seconda è meglio invece chiudere un contratto per un sequel di sicuro successo: Crudelia 2.

FONTE: Screenrant
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