Cosa significa il finale di Joker? Riviviamolo insieme

Cosa significa il finale di Joker? Riviviamolo insieme
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Con un budget di appena 55 milioni di dollari voluto dal lungimirante Walter Hamada, l'intenso e ipnotico Joker di Todd Phillips si è rivelato uno dei più grandi successi di pubblico, critica e incassi di DC Films, ricevendo due premi Oscar, di cui uno a Joaquin Phoenix, e portandosi a casa la bellezza di 1 miliardo 74 milioni di dollari.

A due anni di distanza dal film del 2019, uno dei titoli che più di altri hanno descritto la società odierna con caustica veridicità e una distorsione morale al limite è ancora considerando un film straordinario anche per il suo bellissimo finale, che ha un senso e un significato concreto, evidente, tangibile, e un altro invece più sottile e al margine, da interpretare forse.

Ormai ucciso Murray Franklin e causato rivolte in città, un Arthur Fleck in camice e manette si ritrova in un ospedale psichiatrico. Qui una nuova dottoressa chiede ad Arthur di raccontarle la barzelletta che lo sta facendo sorridere, e Arthur risponde che non avrebbe capito, pensando al fatto che Bruce Wayne crescerà adesso a causa del suo operato senza genitori e nella tristezza proprio come lui. Poco dopo, esce dalla stanza lasciando delle impronte insanguinate a terra, probabilmente dopo aver ucciso la psicologa. La sua condizione è ormai irreversibile ed è in tutto e per tutto il Joker, la maschera che aveva deciso di indossare per fuggire dal suo malessere.

L'altro finale immaginato dai fan è che Arthur non sia mai realmente uscito dall'ospedale psichiatrico dove era stato rinchiuso in precedenza, creando nella sua mente questo film "contorto", con la visione di Bruce traducibile in un'ammissione indiretta della diretta colpevolezza della sua mente e delle sue scelte di tutti i suoi problemi.

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