Cosa è andato storto in Men in Black: International? Parla il presidente della Sony

Cosa è andato storto in Men in Black: International? Parla il presidente della Sony
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Nonostante Men in Black: International non possa considerarsi un vero e proprio flop al botteghino, il reboot del franchise con Chris Hemsworth e Tessa Thompson non ha di certo soddisfatto le aspettative del pubblico o incontrato il favore della critica.

Anche le aspettative della Sony, produttrice del film, sono state disattese dalla pellicola e a confessarlo è stato proprio il presidente della compagnia Tom Rothman, che nel corso di una chiacchierata con Business Insider ha ammesso che il film pur non essendo stato un flop al botteghino non ha certo soddisfatto le aspettative dello studio, che invece sperava in una ripartenza col botto per il franchise, fermo dal terzo capitolo con la coppia Will Smith/Tommy Lee Jones.

"Cosa ci è sfuggito? Men in Black: International non è stato particolarmente deludente dal punto di vista finanziario perché alla fine incasserà tra i 250 e i 300 milioni di dollari nel mondo, ma sicuramente non è stato quella ripartenza che lo studio si aspettava dalla pellicola o che voleva che fosse".

Attualmente la pellicola si è assestata sui 245 milioni di dollari di incasso e considerando il budget di circa 110 milioni e che parte delle spese è stata recuperata grazie agli introiti forniti dagli sponsor della pellicola non si può certo considerare un flop, ma nemmeno un grande successo.

A questo punto il produttore pensa che a Chris Hemsworth e Tessa Thompson semplicemente non sia stata data la giusta storia in grado di far breccia nel pubblico: "Penso che alla gente il film sia veramente piaciuto e il cast è stato meraviglioso, Tessa e Chris hanno fatto un lavoro stupendo, ma se abbiamo commesso un errore penso che risieda in una idea non abbastanza solida per la storia. Specialmente se la paragoniamo a Jumanji per esempio che aveva davvero un'idea vincente. La lezione che abbiamo imparato è che sì, dobbiamo continuare a prenderci dei rischi, ma dobbiamo anche saperli gestire. Nel caso di Men in Black abbiamo avuto due partner come co-finanziatori e questo ha fatto sì che potessimo gestire il rischio. Io credo fermamente che la percentuale di rischio nel cinema non debba essere eliminata. Se elimini il rischio elimini anche la creatività e se elimini la creatività elimini anche il successo".

Su queste pagine potete recuperare la nostra recensione di Men in Black: International.

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