Come il primo X-Men ha aperto la strada al Marvel Cinematic Universe

Come il primo X-Men ha aperto la strada al Marvel Cinematic Universe
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Oltre ad aver spalancato la strada al genere del momento, quello dei cinecomic, il primo X-Men di Bryan Singer ha firmato la prima esperienza da produttore dell'ora presidente dei Marvel Studios Kevin Feige.

Ospite al recente episodio del podcast dell'Hollywood Reporter, dove ha anche risposto alle dichiarazioni di Martin Scorsese sui film Marvel, Feige ha parlato dell'impatto che la pellicola ha avuto anche nei confronti del suo Marvel Cinematic Universe.

"Avi Arad ha creduto molto in tutti questi personaggi, e ha creduto molto nel potenziale che questi personaggi dovevano avere per apparire in un film" ha spiegato il CCO della Casa delle Idee. "Quello che sto per dire è basato su cose che ho sentito appena ho iniziato, e sui libri che ho letto sulla Marvel prima di entrarci. C'era la paura di svalutare quei personaggi. E questa è una paura onesta, perché alcuni film precedenti sui personaggi Marvel che non hanno brillato. Non hanno ucciso i personaggi, ma non erano neanche buoni. Guardandoli ora si possono trovare delle cose divertenti, ma non hanno cambiato il mondo. Avi però credeva che potessero farlo, e sono stati gli X-Men a permettergli di continuare ad andare avanti. E a trasferirsi a Los Angeles, al tempo era ancora a New York e veniva solamente alcuni giorni a settimana. Sono riuscito a conoscerlo bene durante la produzione del primo X-Men. In un certo senso sono diventato la persona che poteva chiamare per ottenere informazioni sulla produzione. Ed ero felice di tenerlo aggiornato su come le cose stavano andando. Per la maggior parte, stava andando tutto bene con il film e il cast."

Prima degli universi condivisi, dei crossover e delle produzioni monumentali come Avengers: Endgame e Aquaman, il budget limitato obbligava i filmmaker ha concentrarsi maggiormente sui personaggi e sul loro spetto emotivo, ha confermato Feige.

"Al tempo non usavamo parole come "universo cinematografico" o cose del genere. Ma era molto semplice - sapevamo che film stavamo facendo, il budget che serviva, che era molto basso anche per quei tempi. Perciò c'erano molte cosa che non potevamo fare. Cosa che col senno di poi ci è servita, perché ci ha obbligato a concentrarci sui personaggi, sulle loro emozioni e sul tumulto interiore che rende gli X-Men fantastici, riguardo tutte le analogie su chi si sente differente dagli altri, cioè ognuno di noi. E alla fine X-Men parla proprio di questo, ed è per questo motivo che ha avuto successo. Ma ricordo di una discussione - come abbiamo sempre fatto, e come facciamo ancora - del tipo 'Non sarebbe figo se un giorno avessi l'opportunità di fare x,y o z?' Ne abbiamo parlato davvero molto."

Grazie all'acquisizione della 20th Century Fox da parte della Disney, i mutanti di casa Marvel possono ora fare il loro debutto nell'universo condiviso architettato da Feige. Con la Fase 4 del MCU già programmata, un film sugli X-Men non potrà però arrivare prima del 2022 (e probabilmente anche oltre).

FONTE: THR
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