Come funzionano i viaggi nel tempo in Terminator: Destino Oscuro? Lo spiega Tim Miller

Come funzionano i viaggi nel tempo in Terminator: Destino Oscuro? Lo spiega Tim Miller
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Dopo il particolare concetto di viaggio nel tempo visto in Avengers: Endgame, con Terminator: Destino oscuro siamo tornati ad una concezione più classica dove le azioni che avvengono nel passato hanno un effetto diretto su ciò che sarà il futuro, esattamente come nei primi due capitoli di James Cameron.

A confermarlo è il regista Tim Miller, che in una recente intervista con Comicbook.com ha spiegato di aver rispettato la regola che Cameron ha stabilito con i primi Terminator: "È come ha lo impostato Jim. C'è un'unica timeline e se cambi qualcosa nel passato avrà delle conseguenze anche nel futuro, tipo un effetto farfalla, va avanti e cambia il futuro."

Per spiegare meglio il concetto, Miller ha descritto i viaggi nel tempo della saga come una sorta di serpente che si morde la coda: "Tendo a pensarlo anche come dei vortici in un fiume. Per Jim è un Uroboro dove il tempo è un ciclo. Kyle ritorna, fa sesso con Sarah. Lei dà alla luce John. John viene dal futuro; rispedisce Kyle indietro, e il tempo rimane impigliato in questo vortice e non scorre finché Sarah distrugge Cyberdyne. Siamo intrappolati in un altro vortice e indipendentemente dal fatto che seguano o meno il copione, dobbiamo solo assicurarci che il futuro si svolga nel modo in cui è accaduto o provare a distruggere il copione."

Miller nei giorni scorsi aveva aperto ad un possibile sequel di Terminator ambientato nel futuro, confermando che una guerra futura faceva parto del piano fin dagli inizi. Per altri approfondimenti sul film vi rimandiamo alla nostra recensione di Destino Oscuro.

FONTE: CB
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