Cinque film per capire il cinema di Michael Mann, da Heat a Miami Vice

Cinque film per capire il cinema di Michael Mann, da Heat a Miami Vice
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Dalla forte vena crepuscolare spesso votata al melodramma, non solo dei sentimenti ma soprattutto esistenziale, il cinema di Michael Mann si distingue per uno dei più ingegnosi, espressivi ed influenti della storia moderna.

Caratterizzato dall'insistente presenza di ambiguità e contraddizioni nei suoi personaggi, spesso costretti a fronteggiare grandi dilemmi personali in rapporto tra la vita privata e quella professionale, l'ipertesto dell'autore - nato a Chicago nel 1943 - si elabora con precisione e determinazione fin dall'esordio al cinema, Strade Violente, uscito nel 1981: dopo aver studiato cinema in Europa alla London Film School ed essere tornato ad Hollywood per 'svezzarsi' come sceneggiatore di numerose serie tv fin dalla metà degli anni '70 e aver diretto il film tv La corsa di Jericho nel '79, Mann con Strade Violente presenta l'archetipo dei suoi numerosi anti-eroi che popoleranno il suo cinema, tutti mossi da una forte etica morale e professionale ma allo stesso tempo schiacciati dal peso di un forte nichilismo e soprattutto perseguitati da un fato implacabile.

Nell''86 Michael Mann realizza Manhunter - Frammenti di un omicidio, considerato giustamente uno dei suoi maggiori lavori: la caccia di un detective ad un pericoloso serial killer diventa un gioco perverso e conturbante di inversione di ruoli e immedesimazioni, che lavora sull'atmosfera e sui personaggi piuttosto che sull'azione e che riflette sul ruolo predominante delle immagini nella società e nella vita. Ancora incentrato sullo scavo dei caratteri dei personaggi e soprattutto sul dualismo di protagonista e antagonista, dalle differenze minime e speculari e in grado di scambiarsi di ruolo di fronte allo spettatore, è il thriller poliziesco Heat - La Sfida, impreziosito dalla presenza di Robert De Niro e Al Pacino e remake di Sei solo, agente Vincent, film tv diretto sempre da Mann nell'89, cui segue The Insider, ancora con Al Pacino e un Russell Crowe al suo massimo, che rivanga il cinema civile americano degli anni settanta rinunciando però ad ogni falso moralismo per seguire la strada tracciata dalle precedenti opere, oscure e malinconiche.

Come oscuro e decisamente malinconico è Miami Vice, remake cinematografico dell'omonima e celeberrima serie tv che lo stesso Mann aveva prodotto e curato negli anni '80: il poliziesco, con Jamie Foxx e Colin Farrell nei panni dei personaggi che furono di Philip Michael Thomas e Don Johnson, si contraddistingue per un uso programmatico ed esaustivo della cinepresa digitale, che enfatizza lo stile espressionistico e avanguardista dell'autore e che sarebbe tornata anche nei suoi lavori successivi.

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