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Chris Hemsworth ringrazia Taika Waititi per avergli insegnato "a lasciarsi andare"

Chris Hemsworth ringrazia Taika Waititi per avergli insegnato 'a lasciarsi andare'
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Non che prima non avesse dimostrato capacità ironiche importanti, ma è con l'arrivo nelle sale del divisivo Thor: Ragnarok di Taika Waitita che la vena commediata di Chris Hemsworth è completamente esplosa, tra improvvisazione e non-sense, cosa che lo ha aiutato ad abbracciare la sua parte più goffa e divertente.

Intervistato allora recentemente dai microfoni di BUILD Series, l'attore è tornato ancora una volta a parlare di questo cambio per lui importantissimo, tornando a sottolineare quanto abbia amato l'esperienza sul set di Thor: Ragnarok e attribuendo nuovamente a Taika Waititi il merito di tutto, anche di un importante insegnamento.

Dice Hemsworth: "Quando sono arrivato a Hollywood avevo questa idea di come doveva essere un uomo importante: doveva parlare in questo modo, atteggiarsi in quest'altro ecc, anche essere un po' sofferto o qualcosa del genere. Persino nei lavori che stavo facendo, mi sentivo in quel modo e limitavo le mie capacità a causa di queste regole auto-imposte, perché per me, al tempo, archetipo essenziale di questo pacchetto funzionale".

Continua: "Poi ho fatto il primo Thor dove c'era molta commedia, battute di ottima qualità e un elemento shakespeariano comunque centrale, che rendeva il film più serio - e io adoro il primo Thor, ne sono molto orgoglioso. Con il procedere del mio lavoro nei panni di Thor, ho cominciato a limitare questo aspetto ironico un po' di più, cosa che mi faceva sentire imprigionato nell'applicare questo modello che avevo in testa - cool, molto forte, bello".

Arriva a Ragnarok: "Quando ho iniziato a girare Thor: Ragnarok ho parlato con Taika Waititi e mi sono un po' sfogato dicendo che ero molto stufo di me stesso, di questo mio ruolo. Lui mi disse 'sì, anche io sono stufo di te'. Pensavamo entrambi che il personaggio meritasse di più, che fosse qualcosa di più, così gli dissi 'smantelliamolo, distruggiamolo, buttiamo via tutto e mettiamoci completamente a nostro agio prendendoci in giro da soli, con autoironia e sagacia'. Taika mi ha molto aiutato a non prendermi più troppo sul serio, a divenire più autoironico, ad accettarmi anche in quel caotico spazio di incertezze".

Conclude infine: "È comunque essenziale avere un partner con cui affrontare tutto questo, perché può essere un po' spaventoso. Se però non sembra un po' spaventoso e incerto, allora forse non si ha quella spontaneità che richiede la commedia. Di base, si tratta davvero di attingere dal nostro Io bambino a cui non importava chi guardasse o abbellisse qualunque cosa facesse o volesse fare, arrivando a ridere felicemente del mondo e anche di se stesso".

Gran bel insegnamento.

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