Chi è Jafar Panahi, il regista iraniano che continua a vincere premi anche se arrestato

Chi è Jafar Panahi, il regista iraniano che continua a vincere premi anche se arrestato
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La storia di Jafar Panahi è degna di un film, eppure è vita vera: il regista, sceneggiatore e attore iraniano, infatti, è da anni vessato dal governo del suo paese, disturbato dai contenuti politici delle sue opere, eppure lui continua non solo incessantemente a lavorare ma anche a vincere premi.

Vicino alla corrente del New Wave iraniano e collaboratore del leggendario regista Abbas Kiarostami, per il quale è stato amico e assistente alla regia, Panahi ha attirato su di sé l'attenzione internazionale fin dalla metà degli anni '90, con il suo primo lungometraggio Il palloncino bianco (vincitore della Caméra d'or al Festival di Cannes), e mentre i suoi lavori iniziavano ad essere bandite in Iran, lui continuava a ritirare premi all'estero (nel 1997, il Pardo d'oro al Festival di Locarno per Lo specchio, nel 2000 il Leone d'oro alla Mostra del Cinema di Venezia per Il cerchio, e infine nel 2006 l'Orso d'argento per la migliore regia al Festival di Berlino per Offside).

Nel 2010, però, l'impensabile: il governo iraniano arresta Jafar Panahi (e non solo lui: pure la moglie, la figlia e una ventina di amici e collaboratori) con l'accusa di propaganda contro il paese, accusa che gli costa, nel dicembre dello stesso anno, e nonostante il sostegno di registi internazionali e organizzazioni cinematografiche e dei diritti umani di tutto il mondo, non solo una condanna a sei anni di carcere ma anche il divieto assoluto di fare film per 20 anni, sia di dirigere che scrivere sceneggiature.

Nonostante questo, però, Panahi non si arrende e nel 2011, agli arresti domiciliari, realizza il documentario This is not a film, video-diario in cui racconta e spiega nel dettaglio il film al quale stava lavorando prima di essere arrestato e che, ci crediate o meno, venne contrabbandato fuori dell'Iran grazie ad un hard disk nascosto in una torta: arrivato oltre il confine del paese, This is not a film fu presentato al Festival di Cannes 2011 (arrivò fino alle shortlist degli Oscar 2013 per il miglior documentario). Da allora l'autore ha realizzato Taxi Teheran, che ha fotografato, montato, prodotto, scritto, diretto e interpretato, e che gli è valso l'Orso d'oro al Festival di Berlino 2015, mentre nel 2018 ha presentato al Festival di Cannes Tre volti, vincitore alla Croisette del premio per la miglior sceneggiatura.

A luglio 2022 un nuovo arresto, che il regista sta ancora scontando: neanche a dirlo, comunque, questo piccolo 'intoppo' non gli ha impedito di portare al Festival di Venezia 2022 il suo nuovo film Gli orsi non esistono...che ovviamente ha vinto il premio della giuria. Il film uscirà in Italia a partire dal 6 ottobre, distribuito da Academy Two.

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