Il CEO Disney parla delle sue umili origini e dice: "Abbiamo salvato Fox dal fallimento"

Il CEO Disney parla delle sue umili origini e dice: 'Abbiamo salvato Fox dal fallimento'
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Amministratore Delegato della Walt Disney Pictures da ormai quattordici anni, Bob Iger è stato la mente dietro l'acquisto della Marvel, della LucasFilms e più recentemente della Fox, in una fusione multi-miliardaria di caratura storica di cui ha avuto modo di parlare in una corposa intervista rilasciata al New York Times.

Oltre alla fusione, il CEO ha avuto modo di addentrarsi anche nell'intimo della sua vita, discutendo della sue umili origini, del rapporto con il predecessore Michael Eisner e del libro che racconta tutto questo, The Ride of a Lifetime: Lessons Learnd From 15 Years as CEO of the Walt Disney Company, curato da Joel Lovell. Sono molti gli argomenti toccati da uno degli uomini più potenti del mondo dell'intrattenimento e non solo, gli stessi che cercheremo di riportarvi punto per punto di seguito, almeno i più interessanti e significativi.

Su Michael Eisner: "A Michael non interessavano i vestiti. Aveva buon gusto in altro, come per i vini, per il cibo e altre cose, ma non per i vestiti".

Su di un consiglio ricevuto da Jeffrey Katzenberg: "Mi disse che dovevo andarmene. Che non avrei mai ottenuto la posizione di CEO. Che la mia reputazione era ormai stata offuscata. Mr. Katzenberg era fin troppo legato ai pasticci di Eisner, inclusa la sua titanica battaglia contro Roy Disney, nipote di Walt. Credeva che dovessi andare a lavorare per un po' pro-bono per riabilitare la mia immagine".

Sulle sue umili origini: "Non mi sono mai considerato un tipo eccezionale. Era così ogni volta che trovavo un lavoro, facendo affidamento su fatica e dedizione, più che altro, e su di un buon livello di entusiasmo e ottimismo. Quando arrivai alla ABC Sports scoprì che quasi tutti, lì, erano andati alla Stanford University, a Dortmouth o in Columbia. Nella IVY League, insomma. Io frequentai l'Itacha College, OK? Non avevo nessun complesso di inferiorità ma sapevo di non essere uno di loro. Non indossavo scarpe Gucci né vestiti firmati Brooks Brothers. Non potevo permettermi nessuna di quelle cose ma sapevo di possedere un'etica del lavoro davvero prodigiosa".

Sul suo successo come esecutivo a Hollywood: "Devi avere la grande capacità di soggiogare il tuo ego. Ti fa estremamente bene la mattina, appena alzato, ma ci sono dei momenti in cui devi semplicemente metterlo da parte".

Sull'accordo con LucasFilms: "A Rupert Murdoch non era andata già la nostra acquisizione. Aveva dato di matto. Erano i distributori di tutti i film di George Lucas ed era rimasto davvero deluso dai suoi collaboratori. Gli diceva 'perché non ci avete pensato voi?'".

Sulla sua collaborazione con i figli di Murdoch dopo la fusione con Fox: "Il loro futuro all'interno della Fox dopo la fusione con Disney è stata una delle negoziazioni da sempre sul tavolo nel mentre dell'accordo. Mai però al punto di impedirci di fare quello che volevamo fare, né a noi né a Rupert".

Sulla sua lettura di Wall Street dopo l'accordo con Fox: "Non è stato in alcun modo uno schiaffo quanto un'ammissione pacifica del fatto che i film che avevano realizzato fallivano puntualmente ai botteghini. E in realtà ho dato anche una grande quantità di copertura dicendo che, quando una compagnia viene comprata, processi e decisioni possono serenamente terminare".

Sulle operazioni Fox: "C'erano problemi in quello studio molto prima che venisse annunciata la compravendita. Il motivo per cui non ritenevo fossero però criticità allarmanti era perché si trattava di problemi a breve termine. Con i talenti che abbiamo nel nostro studio, che stanno ora supervisionando con alcuni dirigenti Fox tutti i film che hanno deciso di realizzare e il come realizzarli, sono certo che possa arrivare molto presto un'inversione di tendenza. Non si tratta di uno schiocco di dita, ma non sono 10 anni di valore perduto. Al massimo un anno e mezzo".

Sulle recenti performance di Star Wars: "Penso che abbiamo inondato troppo il mercato e troppo in fretta. Ma credo anche che le capacità di narrazione della compagnia siano infinite grazie ai molti talenti che abbiamo in azienda, oggi migliori di quanto siano mai stati, in parte grazie anche all'afflusso di persone provenienti proprio dalla Fox".

FONTE: NYT
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