Caso Polanski: si dimettono i vertici dei César a due settimane dai premi

Caso Polanski: si dimettono i vertici dei César a due settimane dai premi
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L'Académie che gestisce l'assegnazione dei premi César, si è dimessa in massa nella giornata di giovedì, dopo settimane di polemiche sul regista Roman Polanski e le nomination assegnate al suo ultimo film L'ufficiale e la spia, in vista della cerimonia di premiazione dell'edizione 2020. Le dimissioni arrivano nel momento peggiore.

Tra due settimane verranno assegnati i César Awards, l'equivalente del premio Oscar nella nazione transalpina, che presenta il film di Polanski in prima fila con 12 candidature per la storia di Alfred Dreyfus, l'ufficiale ebreo francese accusato ingiustamente di essere una spia tedesca nel 1890.
"Per onorare coloro che hanno realizzato film nel 2019, per ritrovare la serenità e rendere la celebrazione una festa del cinema, il consiglio d'amministrazione dell'Académie du cinéma ha deciso all'unanimità di dimettersi" si legge in una nota ufficiale.

Gruppi femministi avevano condannato le nomination e chiesto il boicottaggio del film. Dozzine di personalità dell'industria cinematografica francese, tra cui Omar Sy e Berenice Bejo, avevano denunciato la mancanza di trasparenza dell'Académie in una lettera aperta.
Roman Polanski ha distribuito il suo nuovo film in Francia lo scorso anno, pochi giorni dopo che un'attrice francese l'aveva accusato di averla violentata nel 1975, quando aveva 18 anni, durante una vacanza sulle nevi in Svizzera, a Gstaad. Polanski aveva risposto alle accuse, negando ogni coinvolgimento.
Il regista polacco è fuggito dagli Stati Uniti nel 1977, dopo essersi dichiarato colpevole di aver consumato un rapporto sessuale con una ragazzina di 13 anni a Los Angeles.
Le accuse contro Polanski sono tornate alla luce in seguito allo scandalo che ha coinvolto Harvey Weinstein e alla nascita del movimento MeToo.
Roman Polanski è stato espulso dall'Academy americana nel 2018.

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