Call Me By Your Name è il miglior film dell'anno per i critici di Los Angeles

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La Los Angeles Film Critics Association ha nominato Call Me By Your Name miglior film dell’anno, anticipando probabilmente le decisioni dell’Academy in termini di nomination.

L’associazione ha anche premiato Luca Guadagino come miglior regista a pari merito con Guillermo del Toro per il suo The Shape of Water. Inoltre, Timothée Chalamet è andato il riconoscimento come miglior attore e a Sally Hawkins quello come miglior attrice. Tra i non protagonisti hanno trionfato Willem Dafoe (The Florida Project) e Laurie Metcalf (Lady Bird), mentre Jordan Peele è il miglior sceneggiatore (per il suo Get Out – Scappa). A Dunkirk è andato il premio per il miglior montaggio (a Lee Smith). Infine, a Jonny Greenwood dei Radiohead è andato il riconoscimento per la miglior colonna sonora (Il Filo Nascosto).

Tratto dal romanzo Chiamami col tuo nome di André Aciman, il film è scritto dallo stesso Guadagnino a sei mani con James Ivory (Camera con vista, Quel che resta del giorno) e Walter Fasano. È stato presentato in anteprima al Sundance Film Festival e successivamente alla 67ª edizione del Festival di Berlino.

La pellicola è attesa per il febbraio 2018 nelle sale italiane. Nel cast anche Esther Garrel, Amira Casar e Victoire Du Bois. Su queste pagine trovate anche il trailer ufficiale.

Sinossi (romanzo): Vent’anni fa, un’estate in Riviera, una di quelle estati che segnano la vita per sempre. Elio ha diciassette anni, e per lui sono appena iniziate le vacanze nella splendida villa di famiglia nel Ponente ligure. Figlio di un professore universitario, musicista sensibile, decisamente colto per la sua età, il ragazzo aspetta come ogni anno “l’ospite dell’estate, l’ennesima scocciatura”: uno studente in arrivo da New York per lavorare alla sua tesi di post dottorato. Ma Oliver, il giovane americano, conquista tutti con la sua bellezza e i modi disinvolti. Anche Elio ne è irretito. I due condividono, oltre alle origini ebraiche, molte passioni: discutono di film, libri, fanno passeggiate e corse in bici. E tra loro nasce un desiderio inesorabile quanto inatteso, vissuto fino in fondo, dalla sofferenza all’estasi. “Chiamami col tuo nome” è la storia di un paradiso scoperto e già perduto, una meditazione proustiana sul tempo e sul desiderio, una domanda che resta aperta finché Elio e Oliver si ritroveranno un giorno a confessare a se stessi che “questa cosa che quasi non fu mai ancora ci tenta”.

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