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Non si sarebbe potuto trovare momento migliore e momento peggiore per far uscire il trailer di Call Jane, il nuovo film con Elizabeth Banks e Sigourney Weaver sulla condizione delle donne prima dell'introduzione a livello federale del diritto all'aborto con Roe V. Wade. Il film fu annunciato ben prima dell'abolizione della sentenza.

Quando fu annunciato nel 2019, Call Jane aveva tutt’altro cast. Nel frattempo principali evoluzioni sono occorse all’interno della produzione ma soprattutto, drammaticamente, nel mondo reale. Da un lato, le new entry delle protagoniste Elizabeth Banks e Sigourney Weaver. Dall’altro, cosa ben più grave, solo poche settimane fa l'abolizione di Roe V Wade da parte della Corte Suprema a causa della maggioranza di giudici conservatori eletti sotto l’Amministrazione Trump.

La sentenza del 1973 costituiva una pietra miliare del diritto statunitense, sancendo che l’accesso all’aborto fosse materia d’interesse federale e dunque garantito in tutti i 50 Stati. Oggi non è più così e si calcola che già più di 20 stiano procedendo con legislazioni fortemente lesive del diritto all’aborto. In alcuni Stati, verrà reso illegale persino in caso di stupro e incesti e concesso solo di fronte a gravi rischi di salute per la madre nella continuazione della gravidanza.

Proprio di questo, dell’era pre Roe V. Wade, parla Call Jane, la storia di una donna (Elizabeth Banks) che, dopo essere rimasta incinta, scopre di non poter abortire, nonostante la gravidanza metta a rischio la sua vita, per la decisione di un comitato di soli uomini. La Banks scoprirà dell’esistenza di un network di donne ribelli disposte a tutto, anche a violare la legge, per garantire alle altre un diritto che dovrebbe essere inalienabile. Anche per questo, moltissime major di Hollywood e non solo si sono fatte avanti, all’indomani dell’abolizione, per pagare le spese delle dipendenti residenti in Stati contrari a Roe V Wade.

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