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Era il 1932 quando Pippo arrivava per la prima volta sui piccoli schermi e, sebbene la sua risata fosse già quella iconica che tutti conosciamo, il suo personaggio era molto differente dalla versione cui siamo abituati. In occasione delle sue 88 candeline (ri)scopriamo le origini di Pippo.

Pippo, o Goofy secondo il suo nome di battesimo, fa la sua prima apparizione nel corto animato Mickey's Revue (La rivista di Topolino), che potrete visionare nel player in alto: come tutti gli altri personaggi di Walt Disney è un animale, in questo caso un cane, dalla figura antropomorfa e dai modi buffi e goffi, caratteristiche che conserva ancora oggi.

All'epoca si chiamava Dippy Dawg e per i disegnatori era solo un personaggio occasionale da inserire nella scenetta come componente comica, ma ci volle pochissimo per far sì che il pubblico se ne innamorasse: a quel punto fu impossibile farne a meno e cominciò ad apparire in un numero sempre crescente di corti animati.

Nel 1939 ottenne il primo ruolo da "attore protagonista" in una vera e propria serie animata e negli anni successivi andò incontro a numerose trasformazioni: negli anni '50 da bonaccione perdigiorno viene reinventato nello stereotipo del padre di famiglia vagamente imbarazzante, ma fondamentalmente spinto da buone intenzioni.

Sarà solo nel 1992 che sarà affiancato dal figlio Max Goof ed entrambi saranno protagonisti di alcuni dei più memorabili capitoli del franchise, i primi dei quali saranno Ecco Pippo! (1992) e In viaggio con Pippo (1995), seguito dal sequel Estremamente Pippo (2000), questi ultimi disponibili su Disney+.

Innumerevoli limature, studi e innovazioni grafiche dopo siamo arrivati alla sua versione attuale, che troverete nel post in calce e con cui la Disney ha omaggiato uno dei suoi personaggi più importanti e longevi.

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