Brian De Palma:"Ho rifiutato Mission: Impossible II perché uno era abbastanza"

Brian De Palma:'Ho rifiutato Mission: Impossible II perché uno era abbastanza'
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Brian De Palma ha rilasciato un'intervista ad AP, nella quale ha specificato quando, a suo avviso, ha raggiunto l'apice della sua carriera. De Palma è considerato uno dei maestri del cinema hollywoodiano, uno dei migliori della sua generazione insieme a Martin Scorsese, Francis Ford Coppola, George Lucas e Steven Spielberg.

"Verso la metà degli anni '90, facendo Carlito's Way e poi Mission: Impossible. Non esiste niente di meglio di così. Hai tutto il potere e gli strumenti a tua disposizione. Quando hai il sistema di Hollywood che lavora per te puoi fare alcune cose straordinarie. Man mano che i tuoi film diventano meno riusciti diventa più difficile mantenere il potere e devi iniziare a scendere a compromessi. Non so se ti rendi nemmeno conto di farli" ha spiegato De Palma.

Inoltre pare che De Palma non ami i franchise, ed ecco perché ha rinunciato al sequel di Mission: Impossible:"Le storie, continuano a renderle sempre più lunghe solo per ragioni economiche. Dopo aver realizzato Mission: Impossible, Tom Cruise mi ha chiesto d'iniziare a lavorare a quello successivo. Ho detto 'Stai scherzando?'. Uno di questi è abbastanza, perché qualcuno dovrebbe farne un altro. Naturalmente il motivo è fare soldi. Non sono mai stato un regista per far soldi, che poi è il grande problema di Hollywood. Questa è la corruzione di Hollywood".
Brian De Palma ha criticato i film contemporanei, secondo lui tutti uguali fra loro. Su Everyeye trovate la recensione di Domino, l'ultimo film diretto dal regista de Gli intoccabili.

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