Brad Pitt e Leo Di Caprio amano la scrittura di C'era una volta a Hollywood

Brad Pitt e Leo Di Caprio amano la scrittura di C'era una volta a Hollywood
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Una cosa è certa: i film di Quentin Tarantino sono sempre delle parate di star di prim'ordine. Nessun attore sembra resistere al richiamo del regista di Pulp Fiction e, d'altronde, come dar loro torto?

Il carisma del buon Quentin fa sicuramente il suo, ma a giocare un ruolo importante nel convincere i migliori attori sulla piazza è anche la qualità delle sceneggiature proposte, una costante nei lavori del regista statunitense. Dettaglio, questo, che ha fatto sì che arruolare Brad Pitt e Leonardo Di Caprio per C'era una volta ad Hollywood sia stato tutt'altro che difficile.

Intervistati da Esquire, i due hanno spiegato cosa li abbia spinti a partecipare al progetto: "Beh, prima di tutto la possibilità di lavorare con Tarantino. Poi certamente il periodo storico è affascinante. Vuole essere un omaggio ad Hollywood. Non credo ci sia un film su Hollywood come questo, che segua gli attori nella loro vita di tutti i giorni e anche i loro stunt. Il 1969 è stato un anno seminale nella storia del cinema e del mondo. Rick e Cliff sono parte della vecchia guardia, ma tentano di farsi largo in questo nuovo mondo della rivoluzione hippie e del libero amore. Ho amato l'idea di interpretare questo attore che cerca di trovare la propria strada in un mondo nuovo. E il suo amico che attraversa con lui tutte queste guerre ad Hollywood. Quentin ha ripreso perfettamente ciò che stava cambiando in America ma anche, attraverso gli occhi di questi personaggi, ciò che stava cambiando in Hollywood" ha spiegato Leo Di Caprio.

Al premio Oscar per Revenant ha fatto eco il collega: "Sicuramente il periodo storico è divertentissimo. Poi Tarantino è uno spacciatore di stile. Se finisci in un suo film sai che sei in ottime mani. Quentin ti dà questi discorsi, il tipo di discorso che vorresti aver pronunciato mentre stai tornando a casa, ci pensi anche il giorno dopo. Penso che lo script sia un'evoluzione della voce di Quentin. Voglio dire, conosciamo Tarantino come un autore che spinge i suoi film verso una certa direzione. Ma credo che questa sia un'evoluzione, un qualcosa che amalgami tutto ciò che abbiamo visto nei suoi otto film precedenti".

Non che avessimo dubbi sulla qualità dei dialoghi di Tarantino in effetti, ma i placet di due pezzi da novanta come Di Caprio e Pitt non possono che aumentare l'hype per il film, che uscirà in Italia a settembre (qui il full trailer). Da Cannes, intanto, i critici ne sembrano entusiasti.

FONTE: Esquire
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