Batman Begins, come Bruce Wayne porta avanti il tema del tempo tanto caro a Chris Nolan

Batman Begins, come Bruce Wayne porta avanti il tema del tempo tanto caro a Chris Nolan
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Uno degli aspetti meno analizzati nella filmografia di Christopher Nolan è il ruolo che la trilogia di Batman ricopre nel portare avanti le riflessioni sul tema del tempo, a partire da Batman Begins.

Non si dovrebbe commettere infatti l'errore di credere che nella sua personale saga su vita morte e miracoli di Bruce Wayne Nolan abbia trascurato il tema portante che definisce l'ipertesto della sua filmografia, il tempo, limitandosi 'solo' a giocare coi supereroi e i loro concetti di bene e male, qui quanto mai assottigliati da chiare ispirazioni d'epica michaelmanniana.

Sebbene non venga mai sbandierato davanti allo sguardo dello spettatore con complessi giochi di montaggio o scelte concettuali di sceneggiatura come invece era accaduto nei primi Following e Memento e come sarebbe accaduto successivamente con i vari The Prestige, Inception, Interstellar e i capolavori Dunkirk e Tenet - anche la saga del Bruce Wayne interpretato da Christian Bale vede nel tempo la propria tematica fondamentale. Continuando un discorso di 'superamento' del tempo iniziato nell'opera immediatamente precedente (Insomnia del 2002, unico soggetto non originale per Nolan), nella quale il tempo perdeva di significato rimuovendo il ciclo giorno-notte dall'equazione della trama, in Batman Begins il tempo non c'è più a causa di un protagonista slegato da esso: il Bruce Wayne di Nolan vive in un eterno presente ostaggio del passato, la sua è una vita (e quindi un destino, un futuro) modellata intorno ad un singolo evento (l'omicidio dei suoi genitori) che non passerà mai.

C'è un 'inizio', come avvisa il termine 'begins' scelto non a caso per il titolo, una causa scatenante che blocca il presente, e poi non c'è più tempo. C'è solo Batman.

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