Avatar 2: Kate Winslet ha imparato a trattenere il respiro sott'acqua per sette minuti

Avatar 2: Kate Winslet ha imparato a trattenere il respiro sott'acqua per sette minuti
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In una recente intervista promozionale, il produttore Jon Landau ha spiegato come Weta stia innovando le tecnologie cinematografiche per completare la saga di Avatar, e ha raccontato di come Kate Winslet abbia dovuto imparare a trattenere il respiro per 7 minuti per girare uno stunt.

Come vi abbiamo anche spiegato nel nostro speciale dedicato a James Cameron e ai sequel di Avatar, il regista esplorerà il mondo subacqueo di Pandora in Avatar 2 e Avatar 3, le cui riprese principali si sono appena concluse. Per trasformare in realtà la visione di Cameron, la Weta Digital ha dovuto sviluppare delle nuove tecnologie per il motion capture, e la Winslet (che interpreterà Ronal della tribù Metkayina) ha dovuto apprendere delle tecniche per trattenere il respiro molto a lungo.

Landau, produttore della Lightstorm, ha dichiarato: "Quando stai girando delle scene in motion capture in una vasca piena d'acqua, non puoi indossare attrezzatura da sub perché altrimenti le bolle distraggono il processo", ha detto. "Non solo, ma con la tuta da sub non potremmo registrare i movimenti facciali, soprattutto quelli del labiale. Quindi abbiamo dovuto assumere degli istruttori che insegnassero agli attori come trattenere il respiro."

La produzione ha ingaggiato il campione di freediving Kirk Krach per addestrare il cast, con la Winslet e Sigourney Weaver che hanno imparato come trattenere il respiro sott'acqua rispettivamente per sette e quattro minuti. Secondo Landau, la Winslet è partita avvantaggiata perché aveva già fatto pratica sui set di Titanic e di The Mountain Between Us.

L'allenamento è iniziato alle Hawaii con esercizi di memoria sensoriale, dove i membri del cast del film precedente Sam Worthington, Zoe Saldana, la Weaver e CCH Pounder stavano registrando alcune sequenze in motion capture nella foresta pluviale di Pandora. "Solo che abbiamo girato anche delle scene sott'acqua", ha specificato Landau. "E gli attori hanno dovuto trattenere il respiro, non in una piscina ma nell'oceano. Abbiamo anche fatto un'immersione notturna con delle mante giganti. Non penso ci sia un'esperienza più pandoriana di quella su questa Terra. Sono creature fantastiche, sembrano ultraterrene quando si mettono a nuotare vicino a te di notte."

James Cameron ha dichiarato che il problema principale per la motion capture subacquea era rappresentato dall' "l'interfaccia tra l'aria e l'acqua, che forma una specie di specchio mobile. Questo specchio riflette tutti i punti e i marcatori, e crea una serie di falsi indicatori quindi abbiamo dovuto capire come aggirare quel problema, cosa che abbiamo fatto ... con un sacco di potenza, innovazione e immaginazione".

Landau ha sottolineato che, nel complesso, ci sono stati due importanti progressi dal primo Avatar. "Siamo in grado di fare molta più illuminazione nella fase di produzione virtuale prima che il materiale vada alla Weta", ha detto. "Come abbiamo sempre detto, questi film riguardano soprattutto le prestazioni facciali, più di qualsiasi altra cosa. E, nel primo film, abbiamo usato una singola telecamera di definizione standard per registrarle. Ora stiamo usando due videocamere HD per registrare quella performance, per assicurarci di rendere il più possibile giustizia allo straordinario lavoro degli attori."

Secondo le dichiarazioni, la produzione sta ancora determinando il problema del frame rate (120 fps è il massimo attuale) per fornire al pubblico il migliore spettacolo tridimensionale possibile. "Ma il frame rate elevato è un problema di presentazione della distribuzione e non necessariamente un problema di acquisizione", ha detto Landau. "Non registriamo i nostri film in Atmos - li mixiamo in Atmos. Quindi ci saranno scene che genereremo ad un frame rate più alto e scene che genereremo ad un frame rate più basso, ma alla fine saranno tutte comunque riprodotte al massimo livello di frame rate."

A livello di storia, Landau ha confermato l'impegno di Cameron, che ha voluto espandere il mondo di Pandora in modo da adattarsi ad un'epica saga familiare ispirata al Padrino: i temi fondamentali saranno l'identità, l'eredità e la preservazione dell'ecosistema del pianeta. "La famiglia Sully è al centro dei sequel di Avatar. Ora hanno dei figli e con i figli nascono nuove dinamiche. È anche una famiglia di razza mista, perché come sappiamo lui è un umano. Poi, al di là dei problemi familiari, avremo a che fare con altri clan. Se hai passato tutta la tua vita nella foresta quello diventa il tuo habitat, sei il migliore a muoverti in quell'ambiente, ma se improvvisamente ti ritrovi a dover interagire con un clan che vive sulla barriera corallina, allora le cose cambiano. Sei tu il pesce fuor d'acqua, letteralmente, e devi imparare ad adattarti."

Avatar 2 sarà lanciato dalla 20th Century Fox il 18 dicembre 2020; sarà seguito da Avatar 3 (il 17 dicembre 2021), Avatar 4 (il 20 dicembre 2024) e Avatar 5 (il 19 dicembre 2025).

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